Elisa – Francesco De Gregori – Quelli che restano – Musica

E così, ieri, Elisa ha pubblicato la sua nuova canzone, dal titolo Quelli Che Restano. Una meravigliosa poesia composta da lei nel testo e nella musica. Il brano, cantato con Francesco De Gregori, è una profonda riflessione sull’importanza di rimanere fedeli a se stessi e al proprio percorso, nonostante questo possa far anche soffrire.
L’arrangiamento e la melodia sono minimali, Elisa si è ispirata al più raffinato cantautorato, mettendo al centro la parola, il significato. Un bellissimo testo, sincero, che ha spinto De Gregori, per la prima volta a cantare un brano di cui non è autore, e a farlo partecipare ad un duetto, dopo quasi 20 anni dall’ultimo.
Il percorso di Elisa, in lingua italiana, sembra aver raggiunto una nuova maturità… e mi piace! Questo brano anticipa il nuovo album e il suo primo singolo, che uscirà in autunno. Se queste sono le premesse, non vedo l’ora di ascoltare il nuovo lavoro di Miss Toffoli, in italiano, inglese, o misto che sia! Di seguito il video e il testo!

È che mi chiedevo se la più grande fatica
è riuscire a non far niente
A lasciare tutto com’è, fare quello che ti viene
e non andare dietro la gente
È che mi perdevo dietro a chissà quale magia
quale grande canzone in un cumulo di pietre
Sassi più o meno preziosi
e qualche ricordo importante che si sente sempre

È che mi lasciavo trascinare in giro dalla tristezza
quella che ti frega e ti prende le gambe
Che ti punta i piedi in quella direzione opposta
così lontana dal presente
Ma noi siamo quelli che restano in piedi
e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo, le vite che sfrecciano

E vai e vai che presto i giorni si allungano
e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali

È che mi voltavo a guardare indietro e indietro
ormai per me non c’era niente
Avevo capito le regole del gioco
e ne volevo un altro uno da prendere più seriamente

È che mi perdevo dietro chissà quale follia
quale grande intuizione tra piatti sporchi e faccende
Tra occhi più o meno distanti
e qualche ricordo importante che si sente sempre
Ma noi siamo quelli che restano in piedi
e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono
e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti
e selvatici degli animali
E più di una volta e più di un pensiero
è stato così brutto da non dirlo a nessuno

Più di una volta sei andato avanti dritto dritto sparato contro un muro
Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno

Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno

Siamo quelli che restano in piedi
e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li perdono
e sulle autostrade così belle le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano
e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti
e selvatici e selvatici selvatici
Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente
e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che anche voi chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni
Ma quando siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare

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Nina Cried Power – Hozier – Musica

Ho ascoltato ieri la nuova canzone di Hozier, famoso per Take me to Church, gran bel pezzo di qualche anno fa.
In questo periodo il cantautore irlandese è al lavoro sul suo nuovo album, ma ha pubblicato un ep per anticiparlo. Tutti brani molto belli. Quello che dà il titolo a questa mini-pubblicazione è Nina Cried Power, omaggio a Nina Simone, che gridava “Power” in quella stupenda canzone che è Sinnerman (e che consiglio – a chiunque passi di qui – di andare ad ascoltare, se non la conosce). Che dire di questa canzone di Hozier? Come sempre ha un canto ricco di pathos, testi impegnati ed evocativi e musica che parla diritto al cielo, solenne nella melodia e nell’arrangiamento.

Il libro – Angelo Branduardi – Musica

Quale canzone poteva essere più a tema per questo blog? L’ho scoperta oggi. Ed in modo inaspettato. Ascoltavo qualche canzone di una famosa cantante serba, Bebi Dol, e mi sono imbattuto in una canzone intitolata Lapis Lazzuli. Ebbene mi ha subito colpito il bellissimo arrangiamento d’archi, intensi e incalzanti. Anche la melodia mi è entrata subito in testa… e così cercando di capire qualcosa tra i commenti di YouTube, in varie lingue… ho scoperto che questo brano di Bebi Dol altro non era che una cover di Branduardi, intitolata Il Libro… Ed eccola qui. A me piacciono entrambe le versioni. Ed entrambe qui vi presento.

 

Hands Away – Interpol – Musica

Da qualche giorno ascolto questa canzone… e penso che le mani sono importanti. Possono farti precipitare oltre gli occhi e conoscere tutti i loro racconti. Da qualche parte c’è qualcuno che sa di che parlo…

Will you put my hands away? 
Will you be my man? 
Serve it up, don’t wait, 
let’s see about this ham. 
Oh, what happened? 
Home spun desperation’s knowing 
inside your cover’s always blown

Ci sono molti modi – Afterhours – Musica

Ecco, in questi anni ascoltando varie canzoni degli Afterhours non ero mai stato colpito… forse non era il momento, non so… Fatto sta che, in questi giorni, sto incappando in varie loro canzoni che mi stanno piacendo molto.
Questa in particolare è davvero molto intensa… bellissima… chi non si è mai ritrovato, almeno una volta, in questo mood e in queste parole? Bravi Afterhours, bravo Manuel Agnelli!
Buon ascolto!

“Vedrai, se il mio amore è una patologia, saprò come estirparla via…”

Room – Nive Nielsen and the Deer Children – Musica – Groenlandia

Per caso, mi sono ritrovato ad ascoltare questa canzone di Nive Nielsen, una cantante groenlandese… e mi ha conquistato al primo ascolto. Mi piace davvero molto… canzone dolcissima in tutto e delicata musicalmente, ma delicata con personalità… e non potevo non amarla… sotto sotto sono un romanticone…

“…There’s a room full of you 
in the place where I awake from…”