Hands Away – Interpol – Musica

Da qualche giorno ascolto questa canzone… e penso che le mani sono importanti. Possono farti precipitare oltre gli occhi e conoscere tutti i loro racconti. Da qualche parte c’è qualcuno che sa di che parlo…

Will you put my hands away? 
Will you be my man? 
Serve it up, don’t wait, 
let’s see about this ham. 
Oh, what happened? 
Home spun desperation’s knowing 
inside your cover’s always blown

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Ci sono molti modi – Afterhours – Musica

Ecco, in questi anni ascoltando varie canzoni degli Afterhours non ero mai stato colpito… forse non era il momento, non so… Fatto sta che, in questi giorni, sto incappando in varie loro canzoni che mi stanno piacendo molto.
Questa in particolare è davvero molto intensa… bellissima… chi non si è mai ritrovato, almeno una volta, in questo mood e in queste parole? Bravi Afterhours, bravo Manuel Agnelli!
Buon ascolto!

“Vedrai, se il mio amore è una patologia, saprò come estirparla via…”

Room – Nive Nielsen and the Deer Children – Musica – Groenlandia

Per caso, mi sono ritrovato ad ascoltare questa canzone di Nive Nielsen, una cantante groenlandese… e mi ha conquistato al primo ascolto. Mi piace davvero molto… canzone dolcissima in tutto e delicata musicalmente, ma delicata con personalità… e non potevo non amarla… sotto sotto sono un romanticone…

“…There’s a room full of you 
in the place where I awake from…”

My Enemy – Chvrches – Nuovo Singolo – Musica

Sta per tornare un gruppo che mi piace molto, i CHVRCHES… questo è il loro secondo singolo, My Enemy, estratto dall’album Love is Dead, in uscita il 25 Maggio… per il resto lasciamo parlare la musica…:

…And you could be my enemy and you could be my judge
if you could start remerbering all the time that you used up
And you could be my remedy if you could show me love 
if you could stop remembering all the time that you used up…

Stay With Me – Dolores O’Riordan – Musica

Ascoltavo spesso questa canzone in treno, durante il primo anno di università. In quelle mattine invernali, col vento e la pioggia, avevo il mare e le onde furiose, impetuose, a pochi metri dal treno, che si infrangevano sugli scogli in un tripudio di schiuma. Ed ero in ipnosi a vedere quello scenario, incastonato nel golfo di Napoli. E mentre lasciavo che il treno portasse a destinazione le mie speranze, i miei dolori e la mia ingenuità, mi pareva che la tua musica e la tua voce richiamassero sulla terra una forza trascendente, che scuoteva il mare e me… le nostre reciproche profondità… Grazie per essere stata una colonna sonora in grado di evocare la parte più umana di me, per avere contribuito a farmi capire che da qualche parte, un senso, ci deve essere, se c’è posto anche per tanta bellezza nel mondo.
La vita sa essere ingiusta. Ma in quel poco di giustizia – che c’è – hai guadagnato l’eternità delle muse, delle compagne, dei consolatori.