Guarda l’Eufrate rosso di sangue – Yaşar Kemal – Citazione – 4

“È così, amico mio. Per quanto sia l’amore a fare di noi degli uomini, per quanto sia stato Dio stesso a dircelo, ancor di più lo è la compassione. È la compassione che ci rende umani, e che rende l’amore amore. Non è così, amico mio?
Puoi fare qualsiasi cosa, ma non devi toccare la corda della compassione, l’unica nell’animo umano che perdurerà fino al giorno del giudizio. Io posso uccidere quest’uomo senza battere ciglio, ma se la corda della mia compassione viene pizzicata, non riuscirò più a uccidere neanche una mosca. E se uno ha vissuto la guerra è una corda troppo sensibile, racchiude tutta la sua umanità”.

– Guarda l’Eufrate rosso di sangue, Yaşar Kemal –

Un Cappello Pieno di Ciliege – Oriana Fallaci – Citazione – 1

Chi alla politica si dà in buona fede e non per sete di potere o vanagloria, chi nella politica pensa di realizzare l’irraggiungibile sogno d’un mondo davvero libero e giusto, non si espone solo al pericolo di finire in galera o al capestro. Rischia anche quello di patire il non riconosciuto martirio che ha nome Delusione. Inaridisce, la delusione. Demolisce. Sia che te la imponga un individuo o un gruppo, sia che te la infligga una speranza o un’idea, t’annienta. (Peccato che la retorica dell’eroismo non ne abbia mai tenuto conto, peccato che a fianco dei monumenti al Milite Ignoto le piazze di questa terra non offrano mai un monumento al Milite Deluso).

– Un Cappello Pieno di Ciliege, Oriana Fallaci –

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Donna Rosita nubile – Federico García Lorca – Citazione – 3

E che devo dirvi? Ci son cose che non possono dirsi perché non ci sono parole per esprimerle; e se ci fossero, nessuno ne intenderebbe il significato. Potete capirmi se vi chiedo pane e acqua, e anche se vi chiedo un bacio, ma non mi capireste mai e non potreste togliermi questa mano oscura che non so bene se mi gela o mi arde il cuore ogni volta che resto sola.

.- Donna Rosita nubile, Federico García Lorca –

Guarda l’Eufrate rosso di sangue – Yaşar Kemal – Citazione – 2

Vasili non aveva mai visto il mondo così bello. Forse erano proprio gli uomini a imbruttirlo, a sporcarlo? Gli venne la pelle d’oca, tremò, fissò lo sguardo sulle onde iridescenti. «No, no» disse una voce dentro di lui. «Non è possibile. Senza il calore dell’uomo, il mondo non sarebbe così vivo. Il mondo non sarebbe così bello senza gli occhi dell’uomo che lo accarezzano, che lo amano tanto. I profumi invadono il mondo così follemente perché gli uomini li odorano, le stelle sono così brillanti perché sono gli esseri umani a osservarle e il mare si tinge di mille colori per far impazzire gli uomini di felicità. E in questo bel mondo gli uomini si uccidono l’un l’altro, senza vergognarsi di fronte alla terra fertile, allo sbocciare dei fiori con i loro profumi e colori, alla luce dell’alba, di fronte agli abbracci dei giovani, ai loro baci e alla gioia, agli amori, alle passioni. Io ne ho visti tanti, di uomini uccisi. Ho visto corpi con gambe e braccia strappate e corpi fatti a pezzi, insanguinati, cadaveri contesi in mezzo a branchi di cani. Ho visto morti congelati, pietrificati, rigidi, gli occhi di fuori come pugni. Ho udito centinaia di volte il rantolo dell’agonia, e come cessa all’improvviso e come gli occhi schizzano fuori dalle orbite. È impossibile non pensare a tutte queste cose, in questo bel mondo. Barba Tanasi aveva visto tanta guerra, tanta morte, tante torture e atrocità e tanti uomini affamati. E ovunque vedesse una cosa bella, lo sbocciare di un fiore, il sorgere di un giorno, il tremito di una foglia, un sorriso sincero… si copriva il volto con le mani per la vergogna».

– Guarda l’Eufrate rosso di sangue, Yaşar Kemal –

La Repubblica – Platone – Citazione – 4

Occorre adattare la propria situazione alla sorte secondo la direzione che appare migliore alla ragione; e se riceviamo un urto, non dobbiamo tenerci con le mani la ferita come fanno i bambini e passare il tempo a urlare, bensì abituare l’anima a guarire sempre più velocemente possibile e a rinvigorire la parte caduta e malata, sostituendo la cura ai lamenti.

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