I dolori del giovane Werther – J. W. Goethe – Citazione – 2

Ah, quello che io sono tutti lo possono sapere… ma il mio cuore lo possiedo solo io. 

I dolori del giovane Werther, J.W. Goethe 

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Noi – Evgenij Zamjatin – Citazione

…per non parlare, poi, di quanto in generale l’incognita sia organicamente ostile all’uomo: homo sapiens, infatti, è uomo nel vero senso della parola solo quando la sua grammatica è del tutto priva di punti di domanda e conta solo punti esclamativi, virgole e punti. 

  • Noi, Evgenij Zamjatin 

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Suvashun – Simin Daneshvar – Citazione

L’unico atto di coraggio che poteva compiere era quello di non impedire agli altri di compiere atti di coraggio, permettendo loro di fare quello che avevano in mente, seguendo il loro libero pensiero… con i loro mezzi. 

  • Suvashun, Simin Daneshvar

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Quarta Dimensione – Ghiannis Ritsos – Citazione 2 – Poesia

…non ha importanza che tu parta o torni 
né conta che i miei capelli siano bianchi, 
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena 
che non mi s’imbianchi anche il cuore). 
Lasciami venire con te. 
Lo so, ciascuno cammina da solo verso l’amore, 
solo verso la gloria e la morte. 
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente. 
Lasciami venire con te. 

– La Sonata al Chiaro di Luna, Quarta Dimensione, Ghiannis Ritsos – 

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Niente E Così Sia – Oriana Fallaci – Citazione

Prendo la pallottolina e l’ammiro. E’ fatta proprio bene. Chi l’avrà inventata? L’ha inventata un uomo. E un giorno quest’uomo s’è messo lì con la sua pazienza, la sua scienza, la sua fantasia, la sua tecnologia, e ha calcolato forma peso polvere velocità traiettoria momento d’impatto, e dopo tali calcoli egli ha fatto un disegno, e ha scritto un progetto, e ha offerto il progetto a un industriale. E l’industriale lo ha esaminato con interesse, e ha chiamato i suoi tecnici, e gli ha detto di realizzare la pallottolina per prova, ma in gran segreto perché un altro industriale non gli rubasse l’idea. E loro l’hanno fatto. Poi tutti contenti hanno portato la pallottolina all’industriale che l’ha guardata come se fosse uno smeraldo, uno zaffiro, e ha detto: ora vediamo se funziona. E c’è stato l’esame e la pallottolina è stata sparata. Su chi? Su cosa? Su un cane, su un gatto, su un pezzo di lamiera? Certo non su un uomo. Io avrei scelto un uomo: l’inventore, ad esempio, o lo stesso industriale, o tutti e due. Invece sia l’inventore che l’industriale sono rimasti intatti, e l’industriale ha riunito intorno a un tavolo di mogano il suo consiglio di amministrazione, e ha mostrato la pallottolina, e ha proposto di brevettarla e produrre milioni miliardi di pallottoline per l’esercito che avrebbe usate in Vietnam. E il consiglio di amministrazione ha approvato. Sicché guardala questa fabbrica piena di operai che costruiscono pallottoline, i bravi operai che non hanno mai colpa, la colpa è degli industriali e basta, gli operai poverini non fanno che eseguire gli ordini, devono pur guadagnare, mantenere la famiglia, comprarsi l’automobile a rate, no? Hanno forse il tempo e il modo di porsi problemi morali, eh? E costruiscono pallottoline. Laboriosi, compunti, attenti a scartare le pallottoline che non riescono bene, se la pallottolina è imperfetta non strappa non taglia non vuota di tutto il suo sangue l’ometto giallo che se la becca a vent’anni. O l’ometto bianco, o l’omone nero. Perché queste pallottoline ce l’hanno anche gli altri, si fanno anche a Mosca, e a Pechino, dove non le ordina un industriale, le ordina lo Stato, che è proprio lo stesso, e anche gli operai sono proprio gli stessi, magari ancor più diligenti, ancor più obbedienti, e un giorno io voglio visitare una fabbrica di pallottoline: a Chicago o a Kiev o a Shangai. E voglio guardarli in faccia tutti: operai, direttori, industriali. E infine voglio guardare in faccia l’inventore perché lui è il più bello, il più importante: suo padre inventò la ghigliottina e suo nonno inventò la garrota. Suo padre era un bravuomo e suo nonno era un bravuomo e anche lui è un bravuomo, ne sono certa: è un buon cittadino e un marito fedele e un papà affettuoso. E se vive a Chicago o a New York o a Los Angeles è anche un cristiano devoto. E se è cattolico, la domenica mattina va a Messa e il venerdì mangia pesce. E se è iscritto alla Società Protettrice degli Animali scrive lettere per protestare contro la strage delle foche a Bergen e Halifax. “Egregio signor sindaco, con profondo orrore ho letto la strage che ogni stagione avviene nella sua città dove piccole foche inermi, foche neonate, vengono sottoposte all’atroce supplizio della scuoiatura quando sono ancora vive, sotto gli occhi inorriditi delle madri che vengono accecate e poi usate per giocare a palla…” E sua moglie dirà che non indosserà mai più una pelliccia di foca. Voglio conoscere anche lei. Perché voglio regalarle una collana fatta con le pallottoline inventate da suo marito, e chiederle di portarla con la pelliccia di foca: ci va bene insieme. 
“Non pensarci più, calmati” dice Francois togliendomi la pallottolina di mano. 
“Non credi che lui si ribelli alla strage delle foche?” 

  • Niente e così sia, Oriana Fallaci 

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