American Gods – Neil Gaiman – Recensione

Risultati immagini per neil gaiman american gods mondadoriIspirato da qualche video che circolava su youtube, relativo alla serie TV omonima, ho deciso di dare una chance a Neil Gaiman e leggere il suo American Gods. Anche se di solito diffido degli scrittori americani di libri “blockbuster”, devo ammettere, qui, che non mi sono pentito affatto di aver letto questo romanzo.

L’idea sulla quale si basa, la lotta tra antiche divinità e nuove divinità, pronte a fare di tutto per conquistare un posto nel cuore degli uomini ed essere venerate (e dunque per sopravvivere), è molto intrigante.

E’ un’idea capolavoro, che però non è servita a creare un libro capolavoro. Ma questo non è necessariamente un difetto, poiché il libro risulta gradevole e leggendolo si ha voglia di continuare, pagina dopo pagina, per vedere dove l’autore vuole andare a parare e come tutto l’intreccio si risolverà.

In tutto questo, mi sembra di capire che per Gaiman è l’uomo a creare le religioni e le divinità, in una continua evoluzione e sostituzione, corrispondente, di volta in volta, al cambio di valori che, inevitabilmente si susseguono di contesto storico in contesto storico. E se le divinità dei Media, della televisione, di Internet, dell’Economia rappresentano bene la nuova umanità, tuttavia esse non possono completamente sostituire ciò che invece rappresentano le vecchie divinità, nate da paure e speranze più intime dell’uomo e ineliminabili dalla sua natura.

Questa lotta tra esseri celesti architettata da Neil Gaiman, insomma, mi sembra rispecchiare più una lotta tra valori. Detto questo, la scrittura è fluida e piacevole e i personaggi sono caratterizzati perfettamente. Sono, inoltre, molto belle le parti dedicate al racconto di come alcune divinità sono giunte in America, attraverso i migranti e gli schiavi che per secoli hanno percorso le rotte atlantiche.

Il romanzo non manca di colpi di scena e misteri che vengono svelati a poco a poco. Con questi elementi Gaiman avrebbe potuto fare molto di più. Purtroppo non trovo picchi che mi facciano dire che si tratti di un capolavoro. E’ un libro estremamente piacevole, ma forse un altro scrittore, con una simile idea avrebbe potuto creare il capolavoro della propria vita – e magari pure con qualche pagina in meno.

Lo consiglierei, comunque. Se si ha tempo è una buona lettura. E forse in futuro potrei persino leggere altro di questo autore.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da American Gods – LEGGI

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Cerco una strada per il mio nome – Izet Sarajlić – Poesia

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia. 

– Izet Sarajlić –

Jane Eyre – Charlotte Brontë – Recensione

Risultati immagini per jane eyre libro copertinaJane Eyre, di Charlotte Brontë, è uno di quei classici in cui, se sei un amante della letteratura, già sai probabilmente cosa troverai, ancor prima di leggerlo, sì. Appartiene a quel ramo della letteratura affollato da ragazze di saldi principi, che devono affrontare ristrettezze di vario tipo e amori (che sembrano) impossibili e che poi, invece, dopo vicissitudini e dolori si realizzano e vissero tutti felici e contenti.

Ecco, questi elementi sono presenti, ma non rendono affatto banale Jane Eyre, anzi! La Brontë ha una forza e una maestria, nello scrivere, che infonde una linfa purissima alla sua storia e ai suoi personaggi.

Più si leggono le pagine del romanzo e più si capisce perché, tra le tre sorelle Brontë, sia stata Charlotte quella ad aver avuto più fortuna all’epoca. C’è metodo, passione e tradizione in lei.

Dotata, certo, era anche Emily ed anzi Cime Tempestose è un altro capolavoro; ma un capolavoro basato su altre qualità, che definirei più anticonformiste e di rottura per i suoi tempi. Mentre Ann, con Agnes Grey e la sua didascalica linearità è caduta giustamente nell’oblio, rispetto alle – viva la meritocrazia – più brave sorelle.

Ma, tornando a Jane Eyre, la penna di Charlotte rende il libro scorrevole, avvincente e puro, persino “alto” nei sentimenti dei personaggi. Ho letto alcuni passaggi ritrovandomi perfettamente nella regola morale di Jane, condividendone i patemi e le gioie e capendo perché ogni volta è andata dritta per la sua strada, anche se la cosa giusta da fare, secondo la propria coscienza, la faceva soffrire.

Ed insomma, leggere questo libro fa bene – a me – almeno – ha fatto bene. Ed è il grande dono che l’arte letteraria ci fa: tra le pagine si possono trovare similitudini e ci si può sentire meno unici… meno soli.

In determinati momenti, probabilmente, certe letture possono essere terapeutiche. E l’opera di Charlotte Brontë ha questa caratteristica, potenzialità o dono che dir si voglia.

– Giuseppe Circiello –

Devo essere pallido… – Paul Klee – Poesia

Devo essere pallido. I pensieri 
si confondono di nuovo e passo 
notti insonni. L’anima 
desidera il sud? Dipende 
dal nord o da cosa? 
Ho aria e nutrimento. 
Mi è stato dato tanto amore. 
Eppure non posso restare così. 

O tutto sarà come prima: violenta 
nel petto una chiusa angoscia. 
Per la stretta via d’uscita 
una risata rauca. 
Da scoppiare. 

Io lo ripeto, solo ridere forse 
solleva al di là della bestia. 

– Paul Klee –