Gabbie Urbane – Urban Cages – Städtische Käfige

Gabbie Urbane

Foto di Giuseppe Circiello

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Unfair – L’Aura – Musica

Ebbene, oggi è uscito il 3° singolo (e video) del nuovo album di L’Aura, Il Contrario dell’Amore. Il brano si chiama Unfair ed è, secondo me, uno dei migliori non solo del nuovo cd, ma di tutta la carriera della cantautrice bresciana. Un brano dolce e malinconico, che guida ed ispira a superare le ingiustizie. Ed insomma… adoro questo ritorno musicale… brava brava brava!

UNFAIR

Whatever you do
you do it till is wrong
till all of the colors bleed to black
just so you can say
it wasn’t in your head
just so you can build up regret
I’m asking a lot
but you answer too much
doesn’t it feel like shifting gears again?
does it feel like loneliness?
doesn’t it feel like letting down your friends?
does it feel like you’re unfair?

the mother in you was never to be mine
was never to find in me a child
the mother I am has woken up my pride
my right to be loved
you’re asking a lot
it’s too much to move on
doesn’t it feel like shifting gears again?
does it feel like loneliness?
doesn’t it feel that lies are all you mend?
does it feel like you’re unfair?

I wished I prayed to be your friend
but friends are meant to listen
your precious rage has come to term
in terms that burn
they burn so fast
you know, so fast
you know, so fast
you know, so fast

doesn’t it feel like you’re 16 again?
does it feel like loneliness?

doesn’t it feel like letting down your friends?
does it feel like you’re unfair?
doesn’t it feel that lies are all you mend?
does it feel like you’re unfair?

Guarda l’Alba – Carmen Consoli – Canzone

Ieri, mentre disturbavo il vicinato con un po’ di karaoke, sono arrivato a questa canzone. Premetto che avevo iniziato ad ascoltare Carmen Consoli, perché una cosa che mi è capitata (o forse non capitata) mi ha fatto ricordare di Amore di Plastica, il suo bel singolo di parecchi anni fa. Poi via via, in un viaggio che mi ha portato ad ascoltare varie canzoni della cantantessa, sono arrivato a Guarda l’Alba. Ecco, penso non ci sia da aggiungere molto a quello che lei stessa canta. E’ una profonda poesia sul tempo che passa, sul dolore e la necessità di andare avanti e rigenerarsi.

E sinceramente ho pensato a mio padre. Mi manca sempre – ma a volte di più! Mi sento come Ulisse che incontra sua madre nell’Ade e cerca di abbracciarla e non ci riesce, perché è solo un’immagine. E’ davvero brutto che i ricordi non possano diventare tangibili. Il tatto e la materia sono importanti.

L’unica cosa che mi rimane è il mio affetto e il non dimenticarti. “Persino il dolore più atroce si addomestica“, dice Carmen. Ed è vero. Ma come ogni animale selvatico ed addomesticato, qualche volta, il dolore, torna a mordere.

L’Uomo A Una Dimensione – Herbert Marcuse – Recensione

La società totalitaria e la razionalità tecnologica sono i principali temi, o bersagli, che Marcuse analizza ed attacca in questo saggio del 1964, che molta fortuna ebbe in ambito universitario nel ‘68.

Appartenente alla scuola filosofico-sociologica di Francoforte, il cui pensiero va sotto il nome di “Teoria Critica della Società“, Herbert Marcuse analizza il carattere repressivo e omologante delle società industrializzate, capitaliste e comuniste, di quegli anni e come queste si mantengono in piedi sulle instabili fondamenta della contraddizione. Dato che, promettendo pacificazione e benessere, si reggono sulla pianificazione dello sterminio reciproco e della stratificazione sociale.


In questa prospettiva, anche le società democratiche sono intese come totalitarie, poichè i meccanismi politici ed economici non permettono al cittadino, quanto al filosofo, di proporre alternative che vadano contro il sistema stabilito.


D’altra parte non è comunque semplice avere anche i soli strumenti per potersi accorgere di questo carattere totalitario, perchè il sistema tende a favorire lo sviluppo di una falsa coscienza, accompagnata ad un pensiero positivo scientifico del “si”, che osteggia, invece, il solo genere riflessivo che possa in qualche modo aiutare l’uomo a proporre realtà valide – ovvero quelle realtà nelle quali la tecnologia venga utilizzata non in modo oppressivo e manipolatorio, ma in modo tale da liberare l’uomo dalle catene del lavoro necessario a soddisfare i bisogni primari. Questo pensiero, è il pensiero negativo…il pensiero del vero filosofo, colui capace di trascendere la realtà e di non accettarla per come è (data), colui che attraverso i concetti universali può arrivare a dire che v’è la Democrazia, ma che allo stesso tempo la Democrazia presente è solo una vago fantasma di quello che potrebbe essere.


Libro molto interessante, con capitoli molto curiosi. Ad esempio, Marcuse tenta di spiegare al lettore come la Società industriale ha cambiato le mentalità, ricorrendo anche all’analisi dei romanzi, del linguaggio comune e di quello filosofico.

Chi è l’Uomo ad una dimensione? L’uomo prigioniero di una sola possibilità di vita e d’espressione, di un solo sistema sociale, di una falsa coscienza creduta reale. Se un tempo v’era una classe che poteva esprimere il disagio e la “negatività” rispetto al sistema, la classe operaia e proletaria, oggi, pessimisticamente, anche questa è incapace di opporsi e reclamare, poichè essa è mentalmente assorbita dalle meccaniche mentali della società dei “padroni”.

Per Marcuse l’unica speranza di un riscatto che porti ad un nuovo tipo di pianificazione sociale e tecnologica, viene dalla classe sottoproletaria e da coloro che sono estranei, esterni, al sistema…poichè sono questi che hanno ancora molto da chiedere ad esso, essendo loro la prova che sia il Capitalismo che il Socialismo, così come sono oggi, hanno fallito.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da L’Uomo A Una Dimensione – 1: LEGGI
Citazione da L’Uomo A Una Dimensione – 2: LEGGI