Il cuore è la capitale della mente – Emily Dickinson – Poesia

Il cuore è la capitale della mente – 
la mente è uno stato singolo –
cuore e mente insieme compongono 
un singolo continente – 

La popolazione è – uno – 
numerosa quanto basta – 
questa nazione estatica 
cercala – sei tu.

– Emily Dickinson – 

The Heart is the Capital of the Mind – 
The mind is a single State – 
The Heart and the Mind together make 
A single Continent – 

One – is the Population – 
Numerous enough –
The ecstatic Nation 
Seek – it is Yourself.

Recensione della raccolta di Poesie – LEGGI

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Le Origini del Totalitarismo – Hannah Arendt – Recensione

Le Origini del Totalitarismo - Hannah ArendtHannah Arendt, in questo celebre saggio, porta avanti un’approfondita analisi storica, politica, e filosofica riguardante la genesi, lo sviluppo e il modus operandi dei regimi totalitari nazista e stalinista.

Il testo chiarisce subito che il regime totalitario – al quale è ascrivibile la morte di decine di milioni di persone – rappresentò un elemento di novità nella storia umana. Esso, con la sua retorica virulenta, inebriò fino al delirio intere popolazioni, pronte a lasciarsi suggestionare (e spaventare) da tutto, poiché disperate a causa delle condizioni economiche in cui versavano.

I totalitarismi del secolo scorso furono mostri famelici, mostri intrusivi ed illiberali, nemici del pluralismo e della diversità. Siano essi di matrice fascista o comunista o teocratici, ciò che li accomuna è la convinzione feroce che non ci sia spazio per alcun tipo di dissenso o visione che vada al di là dell’ideologia che li muove. Per questo sono sempre in lotta e cercano sempre nemici da annientare… ed hanno gioco facile, poiché l’essere umano è la creatura della “diversità” per eccellenza. E – dunque – capri espiatori che possano tenere alto il livello di mobilitazione delle masse saranno sempre comodamente indicati da chi gestisce il potere.

L’ideologia del partito totalitario diventa la nuova realtà, la nuova verità, pronta a sovvertire e sopprimere qualunque altra cosa sia ritenuta d’intralcio alla realizzazione dell’ideale propugnato. In questo processo, ciò che lo fa nascere e prosperare sono le menzogne e il terrore. Così facendo, tanto in Germania quanto in Russia, Hitler e Stalin riuscirono a imporre la loro morale criminale e a sovvertire le categorie del bene e del male, di oggettivo e di soggettivo.

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Hannah Arendt (1906 – 1975)

Hannah Arendt in questo saggio analizza i presupposti di ciò che accadde e il modus operandi dei regimi totalitari con attento occhio critico. Partendo dall’esaminare le origini dell’antisemitismo in Europa, culminato nel massacro dell’Olocausto (ben descritto anche in La Banalità del Male: Eichmann a Gerusalemme), l’excursus della celebre filosofa politica continua mostrando i danni e le ingiustizie del colonialismo europeo. Questi (antisemitismo e colonialismo) trovarono nelle meccaniche capitalistiche – almeno per quanto riguarda la Germania – l’ispirazione per portare all’esasperazione le proprie conseguenze.

Appena nazisti e comunisti ne ebbero la possibilità, con la propaganda – prima – e  con l’instaurarsi del regime totalitario e delle sue istituzioni – dopo – operarono al fine di creare un uomo inumano: una macchina (anche omicida), o forse sarebbe meglio dire un ingranaggio della catena di montaggio, capace solo di rispondere agli interessi e agli ordini del partito, anzi, del leader.

Leggere i resoconti di questo periodo storico è scioccante; sembra quasi un film horror. L’essere umano si trasformò in un essere privo di diritti, privo di giustizia, in costante pericolo di vita e alla mercé del capriccio di un despota e della sua cerchia ristretta di fedelissimi. Come dice Arendt, ci è stato dimostrato che tutto è possibile e che l’Inferno (incarnato dai campi di sterminio) può essere ricreato sulla terra senza che il cielo ci cada addosso o che il suolo sul quale poggiamo i piedi si squarci e ci inghiotta.

Stiamo attenti in futuro! Se c’è una cosa che l’umanità ha guadagnato da tutto questo è stata la perdita dell’elemento di novità del totalitarismo. Ora possiamo riconoscere i germogli del male e li possiamo combattere.

Non nasconderò che si tratta di un saggio complesso e minuzioso, una elaborata analisi storica, filosofica e politica. Leggerlo richiede molta attenzione, ma è necessario e vitale e – credo – rinvigorisca l’etica e il senso di giustizia del lettore, attingendo tanto alla fonte del suo sdegno e della sua incredulità, quanto alla fonte dell’amore per la vita.

Consiglio Le Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt insieme ad un altro grande libro-analisi del secolo scorso: Modernità e Olocausto di Zygmunt Bauman. A mio avviso, questi sono i due testi fondamentali, per capire davvero cosa avvenne tra gli anni 30 e 40 del 1900 e rimanerne sconvolti.

– Giuseppe Circiello –

Sebi – Zala Kralj & Gašper Šantl – Musica

Ieri, come tanti altri milioni di persone in tutto il mondo, ho guardato l’Eurovision Song Contest in tv. Non è una cosa che di solito faccio, ma quest’anno ero curioso, avevamo una buona canzone in gara ( Soldi, di Mahmood) e come ospite d’onore c’era Madonna, che oltre a cantare Like a Prayer, presentava il nuovo singolo, Future. Per cui una serata per questa bella manifestazione, che unisce attraverso la musica tante culture e popoli diversi, si poteva dedicare. Mai, però, avrei pensato di mandare un SMS e votare per qualcuno! Ebbene, l’ho fatto! Tra tante esibizioni potenti e/o fastose (ritengo che il livello generale fosse più che buono quest’anno) mi hanno colpito il duo sloveno e la cantante danese. Entrambe le esibizioni, entrambe le canzoni, sono state più rilassate, rispetto alle altre, più suggestive, intime e dolci. Ero indeciso. Alla fine ho optato per dare il mio voto alla Slovenia la cui bella canzone ha un’atmosfera ipnotica e calda, come l’amore di cui canta. Bravi Zala Kralj e Gašper Šantl, la vostra Sebi è stupenda! Qui di seguito ne propongo il video e il testo.

Ko so tvoje misli polne
Lahko poslušaš, kako mi bije srce
Ko težko je tvoje breme
K meni se lahko zatečeš

Vprašaj, kaj me vodi dalje
So dosežki in razdalje
Kot list gre z vetrom in se mu upira
Jaz grem s tokom in se mu upiram

Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti
Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti

Solze v tvojih so očeh
Pusti, da tečejo
Ko najine želje so različne
Sprejmeš me in sprejmem te

Poglej me
Ni nujno da ima vse pomen
Večnost in ta planet nista prijatelja
In jaz sem kot snežinka, ki čaka na pomlad

Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti

Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti

Ni ti treba se dokazovat
Vezejo nas iste solze, isti strah

Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti
Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti
Vedno se ne vidi zvezd
Sam ostani sebi zvest
Ne govori mi oprosti

L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo – Max Weber – Citazione – 1

A questa grazia divina degli eletti e quindi santi, infatti, non si addiceva, di fronte ai peccati del prossimo, un’indulgente volontà di aiuto, nella coscienza della propria debolezza, bensì l’odio e il disprezzo contro chi era considerato un nemico di Dio che recava in sé il segno dell’eterna dannazione.

  • L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo, Max Weber

L' etica protestante e lo spirito del capitalismo - Max Weber - copertina