Le Origini del Totalitarismo – Hannah Arendt – Recensione

Le Origini del Totalitarismo - Hannah ArendtHannah Arendt, in questo celebre saggio, porta avanti un’approfondita analisi storica, politica, e filosofica riguardante la genesi, lo sviluppo e il modus operandi dei regimi totalitari nazista e stalinista.

Il testo chiarisce subito che il regime totalitario – al quale è ascrivibile la morte di decine di milioni di persone – rappresentò un elemento di novità nella storia umana. Esso, con la sua retorica virulenta, inebriò fino al delirio intere popolazioni, pronte a lasciarsi suggestionare (e spaventare) da tutto, poiché disperate a causa delle condizioni economiche in cui versavano.

I totalitarismi del secolo scorso furono mostri famelici, mostri intrusivi ed illiberali, nemici del pluralismo e della diversità. Siano essi di matrice fascista o comunista o teocratici, ciò che li accomuna è la convinzione feroce che non ci sia spazio per alcun tipo di dissenso o visione che vada al di là dell’ideologia che li muove. Per questo sono sempre in lotta e cercano sempre nemici da annientare… ed hanno gioco facile, poiché l’essere umano è la creatura della “diversità” per eccellenza. E – dunque – capri espiatori che possano tenere alto il livello di mobilitazione delle masse saranno sempre comodamente indicati da chi gestisce il potere.

L’ideologia del partito totalitario diventa la nuova realtà, la nuova verità, pronta a sovvertire e sopprimere qualunque altra cosa sia ritenuta d’intralcio alla realizzazione dell’ideale propugnato. In questo processo, ciò che lo fa nascere e prosperare sono le menzogne e il terrore. Così facendo, tanto in Germania quanto in Russia, Hitler e Stalin riuscirono a imporre la loro morale criminale e a sovvertire le categorie del bene e del male, di oggettivo e di soggettivo.

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Hannah Arendt (1906 – 1975)

Hannah Arendt in questo saggio analizza i presupposti di ciò che accadde e il modus operandi dei regimi totalitari con attento occhio critico. Partendo dall’esaminare le origini dell’antisemitismo in Europa, culminato nel massacro dell’Olocausto (ben descritto anche in La Banalità del Male: Eichmann a Gerusalemme), l’excursus della celebre filosofa politica continua mostrando i danni e le ingiustizie del colonialismo europeo. Questi (antisemitismo e colonialismo) trovarono nelle meccaniche capitalistiche – almeno per quanto riguarda la Germania – l’ispirazione per portare all’esasperazione le proprie conseguenze.

Appena nazisti e comunisti ne ebbero la possibilità, con la propaganda – prima – e  con l’instaurarsi del regime totalitario e delle sue istituzioni – dopo – operarono al fine di creare un uomo inumano: una macchina (anche omicida), o forse sarebbe meglio dire un ingranaggio della catena di montaggio, capace solo di rispondere agli interessi e agli ordini del partito, anzi, del leader.

Leggere i resoconti di questo periodo storico è scioccante; sembra quasi un film horror. L’essere umano si trasformò in un essere privo di diritti, privo di giustizia, in costante pericolo di vita e alla mercé del capriccio di un despota e della sua cerchia ristretta di fedelissimi. Come dice Arendt, ci è stato dimostrato che tutto è possibile e che l’Inferno (incarnato dai campi di sterminio) può essere ricreato sulla terra senza che il cielo ci cada addosso o che il suolo sul quale poggiamo i piedi si squarci e ci inghiotta.

Stiamo attenti in futuro! Se c’è una cosa che l’umanità ha guadagnato da tutto questo è stata la perdita dell’elemento di novità del totalitarismo. Ora possiamo riconoscere i germogli del male e li possiamo combattere.

Non nasconderò che si tratta di un saggio complesso e minuzioso, una elaborata analisi storica, filosofica e politica. Leggerlo richiede molta attenzione, ma è necessario e vitale e – credo – rinvigorisca l’etica e il senso di giustizia del lettore, attingendo tanto alla fonte del suo sdegno e della sua incredulità, quanto alla fonte dell’amore per la vita.

Consiglio Le Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt insieme ad un altro grande libro-analisi del secolo scorso: Modernità e Olocausto di Zygmunt Bauman. A mio avviso, questi sono i due testi fondamentali, per capire davvero cosa avvenne tra gli anni 30 e 40 del 1900 e rimanerne sconvolti.

– Giuseppe Circiello –

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Adelphoe – I Fratelli – Terenzio – Citazione

DEMEA: Ma tu sei contento che sia andata così, Micione? 

MICIONE: No, se potessi cambiare le cose. Ma dato che non posso, mi adatto di buon animo. Così è la vita degli uomini, come quando si gioca ai dadi. Se non viene il colpo di cui si avrebbe bisogno, occorre correggere con abilità quello che è venuto per caso.

– ADELPHOE, Publio Terenzio Afro – 

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L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo – Max Weber – Citazione – 1

A questa grazia divina degli eletti e quindi santi, infatti, non si addiceva, di fronte ai peccati del prossimo, un’indulgente volontà di aiuto, nella coscienza della propria debolezza, bensì l’odio e il disprezzo contro chi era considerato un nemico di Dio che recava in sé il segno dell’eterna dannazione.

  • L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo, Max Weber

L' etica protestante e lo spirito del capitalismo - Max Weber - copertina

 

De Rerum Natura – Lucrezio – Citazione – 1

Se qualcuno ritiene che nulla si sappia, anche questo egli ignora, se si possa sapere, poiché afferma di non saper nulla. Contro questo, farò a meno di entrare in contrasto, lui che da solo si mette i piedi in testa. Tuttavia: concediamogli pure di sapere questo, questa cosa soltanto vorrei chiedergli: se nelle cose nulla di vero ha prima saputo, donde sa cosa siano “sapere” e al contrario “non sapere“, quale cosa abbia creato il concetto di “vero” e di “falso“, e qual cosa ha dato la prova che “dubitabile” è diverso da “certo“. 

  • De Rerum Natura, Tito Lucrezio Caro

De rerum natura - la natura delle cose - lucrezio - mondadori

Recensione del De Rerum Natura – LEGGI

Queste Oscure Materie – Philip Pullman – Recensione

Risultati immagini per queste oscure materie libroPer giocare un po’ con le parole, si può dire che Queste Oscure Materie, di Philip Pullman, tratta – a tutti gli effetti – di materie che ci sono – in verità – oscure, come Dio e il libero arbitrio, i misteri della vita e gli scopi ultimi delle forme viventi.

Molte culture hanno imbrigliato i dubbi che attanagliano gli esseri senzienti in quel coacervo di intuizioni e credenze che chiamiamo religione. E la religione è poi divenuta Istituzione. Un qualcosa di poco duttile che mal si presta al confronto con la spontaneità e la complessità delle forme di vita dotate di ragione.

In realtà, spesso, nella storia dell’Uomo, la Chiesa ha tentato di castrare ogni comportamento e teoria ritenuta eretica. Essa si è sovente macchiata di sangue, per riportare all’ovile le pecorelle smarrite, ree di essere vittime, o portatrici, di “storture” nel “disegno divino“. Un disegno che poche persone hanno preteso di interpretare a beneficio o danno di intere moltitudini, arrivando a contraddire, a volte, i significati della parola scritta (in quante cose la vita della Chiesa non è degna dell’esempio evangelico?).

Ecco, credo che sia partendo da considerazioni simili che Philip Pullman ha costruito il suo Fantasy: una trilogia di più di mille pagine in cui i protagonisti si ritroveranno invischiati in una guerra tra 2 fazioni. Da un lato Dio e la Chiesa, che vogliono ridurre l’umanità a una schiera di mansueti automi al servizio dell’ Autorità del Regno dei Cieli; dall’altro, un esercito di intelletti liberi e coraggiosi che si battono per la costruzione della Repubblica dei Cieli, intesa come una costruzione consapevole ed unica del proprio sé, in armonia con la natura e con un principio creatore che va anche al di là di ciò che comunemente è chiamato Dio; poiché per Pullman anche Dio è compreso nella creazione.

E’ questo il contesto in cui sono immersi i protagonisti dei 3 libri. Lyra, Will e tutta una serie di altri personaggi molto diversi tra loro, provenienti da mondi paralleli, e che si troveranno ora ad aiutare, ora a contrastare, i 2 ragazzi.

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Philip Pullman

L’autore ha dato vita ad un immaginario in cui si muovono streghe, orsi, spiriti, morti, creature create di sana pianta, come i gallivespiani o i mulefa, persone normali, angeli etc etc… Ognuno di essi è portatore di un tema che consente all’autore di mettere in evidenza il contrasto tra libertà individuale e Chiesa, sempre pronta a vedere il demonio nella diversità.

Per Pullman la dimensione istituzionale ecclesiastica è quasi totalitaria, tendente a ridurre il tutto ad uno solo. Ma la realtà è complessa e ognuno ha il diritto-dovere di costruirsi la propria Repubblica dei Cieli interiore, acquisendo esperienza, conoscenza, consapevolezza. Ed ognuno ha un modo unico per farlo, attraverso esperienze anch’esse uniche.

Era da tempo che un libro non mi catturava così. Davvero piacevole! Una di quelle storie che tengono svegli per varie notti fino alle 3, per sapere un determinato capitolo, una determinata avventura, come si concluderà. Mi è piaciuto. E poi Pullman gioca spesso con il paradosso – cosa a  me graditissima – (e in questo caso anche inevitabile, dato l’argomento).

Lo si può leggere semplicemente, oppure approfondendo i vari piani di lettura. Di sicuro è una lettura profonda, ma accessibile a chiunque. Consigliato? No, consigliatissimo!

– Giuseppe Circiello –

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