L’Uomo A Una Dimensione – Herbert Marcuse – Citazione – 3

…chi non astrae da ciò che è dato, chi non collega i fatti ai fattori che li hanno prodotti, chi non disfà i fatti nella sua mente, in realtà non pensa. L’astrattezza è la vita stessa del pensiero, il segno della sua autenticità. 

  • L’Uomo A Una Dimensione, Herbert Marcuse 

Recensione di L’Uomo A Una Dimensione – LEGGI

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Che fare? – Nikolaj Gavrilovič Černyševskij – Recensione

Černyševskij crede nella spiegazione materialistica della storia e della vita. Le sue idee sono quelle del socialismo utopico, della parità tra uomo e donna, della possibilità di emanciparsi – sia come singolo che come popolo – attraverso l’istruzione e la lotta a convenzioni sociali arcaiche.

Sono idee in cui l’autore crede fermamente, con buona fede. Trasuda, dalle pagine di questo romanzo, la genuina convinzione che un mondo migliore sia possibile. E’ bello il sentimento di fiducia che permea quest’opera di Černyševskij, soprattutto se si pensa che il romanzo Che Fare? fu scritto in prigione e diffuso clandestinamente.

Per l’epoca, parliamo di metà 1800, quando da poco la servitù della gleba fu abolita in Russia, il personaggio dell’imprenditrice socialista Vera Pavlovna, la protagonista, dovette essere, in ogni senso, rivoluzionario; e non è un caso che l’autore venne lodato da generazioni di giovani russi e che il suo libro fu annoverato da Lenin tra i suoi preferiti.

Magari il socialismo si fosse realizzato come nella piccola fabbrica di Vera! Ma purtroppo ogni “-ismo”, benché si basi su idee – se vogliamo – nobili (quasi ogni -ismo, eh!), conosce poi le mille storture che i tanti caratteri ed interpretazioni degli uomini gli impongono.

Ritratto di Nikolaj Gavrilovič Černyševskij, come dipinto da Jurij M. Kazmičev

Molti considerano Che Fare?, di Černyševskij, un romanzo ormai superato. Però ritengo che, alla luce della odierna crisi economica e di valori, possa essere un ottimo spunto di riflessione. Qui la libertà e l’emancipazione della donna non corrisponderebbero mai al vendersi come salami nelle pubblicità… E, per quanto riguarda i sistemi economici, quest’opera ci rende ancor più evidente che la “mano invisibile” dei sistemi liberisti e neoliberisti non esiste, se il profitto è disgiunto dalla volontà di condivisione, dalla volontà di creare un bene comune, dalla volontà di guardare il prossimo negli occhi, riconoscerlo come nostro simile, sentire empatia e riconoscergli il sacrosanto diritto a stare bene e a prosperare.

Questo doveva essere il socialismo! Ma purtroppo l’uomo non è stato in grado di applicarlo a causa della sua imperfezione. Eppure questo non si significa che le sue idee più nobili non debbano essere una luce, un faro, da seguire in ogni tempo e in ogni società, poiché occuparsi del prossimo non può essere ritenuta una moda (ideologica) passeggera. E’ parte integrante della nostra umanità! Non siamo, infatti, mero raziocinio ed utilitarismo. Siamo di più: in noi vi è anche empatia, solidarietà, amore.

Il romanzo ha un ottimo ritmo, fa pensare ed è gradevole. Bello che sia giunto fino a noi.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da Che Fare? – LEGGI

Poesie – Emily Dickinson – Recensione

Risultati immagini per emily dickinson poesie mondadoriCosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva? Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre era ancora in vita. Mi sembra quasi riduttivo chiamare i suoi versi “poesia“. Non esiste qualcosa di più? Poesia ed aforisma. A volte filosofia. In essi è contenuta la profondità dell’animo umano e la semplicità dell’universo… si, proprio così, perché per citarla: La mente – è più grande del cielo – perché – se li metti fianco a fianco – l’una contiene l’altro facilmente – e te – anche.

La voce universale della Dickinson ha una grande potenza, sensibilità e sagacia. Era una donna intelligente. Come scrive Natalia Ginzburg nella postfazione, probabilmente ebbe la vita simile a quella di molte “zitelle” che vivevano nella periferia americana. Eppure, lei era diversa. Emily Dickinson era un genio. Si, io sono d’accordo.

Semplicemente non ci si aspetta di leggere certi versi da una persona cresciuta quasi nell’isolamento e tra gente e in un luogo dalla mentalità religiosa e non apertissima. Ed invece la personalità della Dickinson brilla come le stelle più luminose. Lei è un Dante, uno Shakespeare, un Milton. E’, senza paragoni, “Dickinson“.

– Giuseppe Circiello –

Una mia selezione di poesie della Dickinson, da questa raccolta (e non).

Poesia – 1 – LEGGI
Poesia – 2 – LEGGI
Poesia – 3 – LEGGI
Poesia – 4 – LEGGI
Poesia – 5 – LEGGI

De Rerum Natura – Tito Lucrezio Caro – Recensione

De rerum natura - la natura delle cose - lucrezio - mondadoriQuello che colpisce dei tanti trattati sulla natura, che gli antichi filosofi hanno redatto, è quanto essi, col solo uso della ragione, siano riusciti ad avvicinarsi alle reali spiegazioni di alcuni fenomeni. Chi più, chi meno, chi prendendo qualche cantonata, chi, invece, avendo davvero capito un fenomeno e le sue cause. E questo, secondo me, in un periodo in cui il metodo scientifico non esisteva ancora, dimostra che la mente umana ha potenzialità enormi (quando ci si degna di usarla).

Il De Rerum Natura (in italiano La Natura delle Cose), di Tito Lucrezio Caro, non fa eccezione. Esso si inserisce all’interno del filone dei trattati sulla natura, cercando di arricchire filosofia e fisica con lo strumento della poesia. Un libro non facile (e pensare che avevo avuto la folle idea di leggerlo direttamente in Latino… cosa che forse proverò in vecchiaia), ma ampiamente soddisfacente.

Lucrezio ci racconta la visione epicurea del mondo fisico e metafisico. E molte cose il greco Epicuro le aveva ben chiare e capite, altre, invece, no (ma ammetto – ad esempio –  che l’ipotesi per cui i primi uomini siano nati dalla terra è affascinante… e forse evoluzionisticamente non fuori da ogni ragione).

Scrivere una tale opera, ad ogni modo, non era facile nel I secolo a.C. Molti termini dotti della lingua greca non avevano ancora un proprio corrispondente nella lingua latina, così Lucrezio, per esprimere certe idee, dovette adattare alcune parole, utilizzandole con altro significato, o crearne di nuove.

L’unico errore di questo grande poeta/filosofo latino è stato, secondo me, quello di aver divinizzato un po’ troppo Epicuro. E’ buona norma mettere in conto che anche il nostro maestro non può aver sempre ragione e che vale la pena – per principio – di metterlo sul nostro stesso piano umano e fallibile.

Il De Rerum Natura è una gran bella testimonianza di pensanti cervelli antichi. Una delle più belle cose che abbia mai letto.

– Giuseppe Circiello –