Il cuore è la capitale della mente – Emily Dickinson – Poesia

Il cuore è la capitale della mente – 
la mente è uno stato singolo –
cuore e mente insieme compongono 
un singolo continente – 

La popolazione è – uno – 
numerosa quanto basta – 
questa nazione estatica 
cercala – sei tu.

– Emily Dickinson – 

The Heart is the Capital of the Mind – 
The mind is a single State – 
The Heart and the Mind together make 
A single Continent – 

One – is the Population – 
Numerous enough –
The ecstatic Nation 
Seek – it is Yourself.

Recensione della raccolta di Poesie – LEGGI

Annunci

Supplica a mia madre – Pier Paolo Pasolini – Poesia

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile… 

– Pier Paolo Pasolini –

Risposta a una lettera – Erich Fried – Poesia

“Leggo
quello che scrivi
delle tue cattive qualità
Scrivi bene
ma ciò non riesce
a consolarmi
che tutte queste
tue cattive qualità siano così lontane da me
perché io le voglio
vicinissime
E se cerco
di ripensarle una per una
— le tue cattive qualità
come le hai enumerate —
allora ho paura
e trovo
che devo mettercela tutta
perché le mie buone
valgano almeno la metà
di quelle tue cattive”.

– Erich Fried –

La Bellezza – I Fiori del Male – Charles Baudelaire – Poesia

Mortali, sono bella come un sogno di pietra, 
e il mio seno, dove ognuno a turno s’è straziato, 
è fatto perché ispiri al poeta un amore 
eterno e muto come la materia. 

Troneggio nell’azzurro come sfinge incompresa, 
unisco un cuore di neve al candore dei cigni, 
odio il movimento che crea forme scomposte, 
e non piango mai, non rido mai. 

I poeti davanti alle mie pose maestose, 
che ho l’aria di atteggiare ai più fieri monumenti, 
consumeranno i giorni in studi austeri; 

per affascinare quei docili amanti 
ho specchi puri che fanno più belle le cose: 
i miei occhi, i miei larghi occhi dalle luci eterne! 

– Charles Baudelaire –

Dorcas Gustine – Antologia di Spoon River – Poesia

Dorcas Gustine

Non ero amata dagli abitanti del villaggio, 
e tutto perché parlavo chiaro, 
e affrontavo quelli che mi offendevano 
con palese rimostranza, non nascondendo né nutrendo 
segreti dolori o risentimenti. 
Quell’atto del ragazzo spartano è molto elogiato,
che nascose il lupo sotto il suo mantello,
lasciandosi divorare, senza una protesta.
Più coraggioso, io credo, è strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, anche per la strada,
tra polvere e urla di dolore.
E la lingua può essere un membro senza disciplina –
ma il silenzio avvelena l’anima.
Condannatemi se volete – io sono soddisfatta.

  • Antologia di Spoon River, E.L. Masters

Recensione di Antologia di Spoon River – LEGGI

La morte dell’amata – Der Tod der Geliebten – Rainer Maria Rilke – Poesia

Sapeva della morte quel che tutti sanno: 
che ci prende e ci scaglia nel silenzio.
Ma quando lei, che non gli fu strappata, 
no, lei che piano svanì davanti agli occhi, 

scivolò nel profondo di ombre ignote 
e lui sentì che ora laggiù come una luna 
il loro volto aveva il suo sorriso di fanciulla 
e il bene della sua presenza: 

soltanto allora lui conobbe i morti, 
quasi che ognuno grazie a lei avesse ormai 
il suo stesso sangue; agli altri lasciò le parole 

e non credette e quella terra la chiamò 
declivio mite e sempre dolce. 
E la esplorò cercando le sue impronte. 

– Rainer Maria Rilke – 

Er wußte nur vom Tod was alle wissen: 
daß er uns nimmt und in das Stumme stößt. 
Als aber sie, nicht von ihm fortgerissen, 
nein, leis aus seinen Augen ausgelöst, 

hinüberglitt zu unbekannten Schatten, 
and als er fühlte, daß sie drüben nun 
wie einen Mond ihr Mädchenlächeln hatten 
und ihre Weise  wohlzutun: 

da wurden ihm die Toten so bekannt, 
als wäre er durch sie mit einem jeden 
ganz nah verwandt; er ließ die andern  reden 

und glaubte nicht und nannte jenes Land 
das gutgelegene, das immersüße – 
Und tastete es ab für  ihre Füße.

Io – Florbela Espanca – Poesia

Io son colei che va pe ‘l mondo errante
e nella vita mai trovò sua stella,
del Sogno e della Sorte son sorella,
la triste crocifissa dolorante.

Qual lieve ombra di nebbia vaporante
che un triste suo destino s’arrovella
di spingere alla Morte, io sono quella
che niun comprender seppe un solo istante.

Io son colei che passa e che niun vede,
son quella che par triste e poi non è,
che piange il suo dolor senza un perchè.

Son forse la vision che alcun sognò,
d’alcun che venne al mondo a veder me
e nella vita mai non m’incontrò.

– Florbela Espanca –