Cerco una strada per il mio nome – Izet Sarajlić – Poesia

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia. 

– Izet Sarajlić –

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Devo essere pallido… – Paul Klee – Poesia

Devo essere pallido. I pensieri 
si confondono di nuovo e passo 
notti insonni. L’anima 
desidera il sud? Dipende 
dal nord o da cosa? 
Ho aria e nutrimento. 
Mi è stato dato tanto amore. 
Eppure non posso restare così. 

O tutto sarà come prima: violenta 
nel petto una chiusa angoscia. 
Per la stretta via d’uscita 
una risata rauca. 
Da scoppiare. 

Io lo ripeto, solo ridere forse 
solleva al di là della bestia. 

– Paul Klee –

Le Parole – Zbigniew Herbert – Poesia

Non hanno ancora detto tutto

pazienti come i costruttori delle piramidi
ostinate come i condannati al circolo polare
bruciate sui roghi 
fucilate nelle cantine del Palazzo di Giustizia
tacciono 

non loro ma le loro ombre 
gocciolano dalle labbra dei dittatori 
fluiscono dagli altoparlanti 
frusciano come erba secca nei comunicati 
nei giornali 

sono pazienti 

sono sopravvissute al diluvio 
sono sopravvissute ad Hammurabi 
sopravviveranno ai cervelli al guinzaglio

– Zbigniew Herbert –

A CASA MIA – Jacques Prévert – Poesia

A casa mia tu verrai 
Che poi non è casa mia 
Non so di chi sia 
Ci son capitato per caso un giorno 
Non c’era nessuno 
Dei peperoncini soltanto appesi a un muro bianco
In questa casa ci ho abitato a lungo
Nessuno è mai venuto 
Ma un giorno dopo l’altro 
Ti ho aspettata 

Non facevo niente
Niente di serio voglio dire 
Alle volte di mattina 
Lanciavo urli belluini 
Sbraitavo come un ossesso 
Con tutte le mie forze 
E questo mi piaceva proprio 
E poi giocavo coi piedi 
Sono molto intelligenti i piedi 
Ti portano molto lontano 
Quando vuoi andare lontano 
E quando non vuoi andar via 
Restano lì a farti compagnia 
E quando c’è musica ballano 
Niente balli senza di loro 
Bisogna esser cretini com’è l’uomo sì sovente 
Per dire cose così cretine 
Cretino che ragiona con i piedi vispo come un fringuello
Mica è vispo poi il fringuello 
E’ vispo solo quando è vispo 
E infelice quando è infelice oppure né vispo né infelice 
Che ne sappiamo poi di un fringuello 
D’altronde non si chiama nemmeno così 
E’ l’uomo che l’ha chiamato in questo modo 
Fringuello fringuello fringuello fringuello
Come sono curiosi i nomi 
Martin Hugo Victor di nome 
Bonaparte di nome Napoleone 
Perché così e non in altro verso 
Un branco di bonaparti attraversa il deserto 
L’imperatore si chiama Dromedario 
Ha un cavallo di cassa e dei cassetti da corsa 
Galoppa lontano un uomo che ha soltanto tre nomi 
Tizio Caio Sempronio ma niente cognomi 
Un po’ più lontano ancora c’è non so chi 
Molto più lontano ancora c’è non so cosa 
Ma tutto ciò che cosa conta

A casa mia tu verrai 
Penso ad altro e penso solo a questo 
E quando sarai entrata in casa mia 
I vestiti ti toglierai 
E con la tua bocca rossa dritta e nuda resterai 
Come i peperoncini rossi sul muro bianco 
E poi andrai a letto e io mi stenderò al tuo fianco 
Proprio così 
A casa mia che non è casa mia tu verrai

– Jacques Prévert –

Spegni i miei occhi… – Rainer Maria Rilke – Poesia

Spegni i miei occhi: io ti vedrò lo stesso,
sigilla le mie orecchie: io potrò udirti,
e senza piedi camminare verso di te
e senza bocca tornare a invocarti.
Spezza le mie braccia e io ti stringerò
con il mio cuore che si è fatto mano,
arresta i battiti del cuore, sarà il cervello
a pulsare e se lo getti in fiamme
io ti porterò nel flusso del mio sangue.

– Rainer Maria Rilke –