Poesia illegittima – Vivian Lamarque – Poesia

Quella sera che ho fatto l’amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po’ mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia

– Vivian Lamarque –

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Sala d’aspetto – Blaga Dimitrova – Poesia

L’intero spazio della mia vita
fu una sala d’aspetto da soglia a soglia,
racchiusa da vetri con aria in cornici d’acciaio
sotto le picche incrociate
di lancette d’orologio.

Stare in ascolto. Sussurrare. Trattenere il respiro.
Attendere un qualche segnale.
Ritardo. E di nuovo.
Ancora un poco. Già domani. Ancora
un attimo di pazienza infinita.

Se sbattevo l’ala contro l’aria vitrea,
invece di infrangerla,
era l’aria a spezzare la mia ala.

Sono già trascorsi i miei secondi.

Non saprò aspettare. Ma confuso
come in un sogno apparve
attraverso i vetri sporchi,
quasi in uno specchio nella nebbia,
il mio volto riflesso.

Era il volto stesso dell’attesa,
giunto al punto di pietrificazione.

E ho capito, all’improvviso:
c’è sempre un’ultima scadenza
per infrangerlo col naso –
per smuovere quest’aria inchiodata.

Non arriverà più un treno da altri luoghi.
Non più.

Dovrò io stessa diventare
il fischio di un treno lontano,
e un ritmo affannoso
sempre più veloce, sempre più vicino,
sempre più qui.

– Blaga Dimitrova –

La Notte – Alejandra Pizarnik – Poesia

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Alejandra Pizarnik (1936 – 1972)

La Notte –

Della notte so poco
ma la notte di me sembra sapere,
e in più ancora, mi assiste come se mi amasse,
mi ammanta di stelle la coscienza.

Forse la notte è la vita e il sole la morte.
Forse la notte è nulla
e nulla le nostre congetture
e nulla gli esseri che la vivono.
Forse le parole sono l’unica cosa che esiste
nel vuoto enorme dei secoli
che ci graffiano l’anima coi ricordi.

Ma la notte conosce la miseria
che succhia il sangue e le idee.
Scaglia l’odio, la notte, sui nostri sguardi
che sa pieni di interessi, di incontri mancati.

Ma accade che la notte ne senta il pianto nelle ossa.
Delira la sua lacrima immensa
e grida che qualcosa è partito per sempre.

Un giorno torneremo a essere. 

– Alejandra Pizarnik –

C’è chi – Wisława Szymborska – Poesia

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo di più,
perché dietro a quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio –
per fortuna mi passa.

– Wisława Szymborska –

Gulliver – Sylvia Plath – Poesia

Sopra il tuo capo passano le nubi
alte, alte e gelide
e un poco piatte, come se

galleggiassero su un vetro invisibile.
A differenza dei cigni,
senza riflesso;

a differenza di te,
libere da legami.
Tutte algide, azzurre. A differenza di te –

di te, disteso sulla schiena,
gli occhi al cielo.
Gli uomini-ragno ti hanno catturato,

avvolgendo e intrecciando le loro catenuzze,
i loro adescamenti –
mille sete.

Come ti odiano.
Conversano nella valle delle tue dita, sono
vermiciattoli.
Vorrebbero farti dormire nelle loro vetrine,

un dito del piede qui, uno là, una reliquia.
Vattene!
Va’ lontano sette leghe, come quelle distanze

che ruotano in Crivelli, inattingibili.
Fa’ di quest’occhio un’aquila,
dell’ombra di questo labbro un abisso.

– Sylvia Plath –