La Rivolta di Dio – Forough Farrokhzad – Poesia

Contro gli Angeli urlerei
una notte, se Dio io fossi,
ché nel crogiolo del buio la scagliassero
la moneta del sole.

E con collera
ai servi del giardino del mondo,
la foglia gialla della luna ordinerei di strappare
dal ramo delle notti.

Dalla corte dei miei Arcangeli
e tra i suoi veli
distruggerei l’intero mondo
con la rabbia furiosa del mio pugno.

Dopo millenni di silenzio
le mie stanche mani
sprofondare farebbero le montagne
nelle bocche spalancate degli oceani.

Scatenerei milioni di stelle sfavillanti,
e del fuoco spargerei il sangue
nelle vene silenziose delle foreste.

Strapperei la cortina del fumo,
perché inebriata danzi la ragazza del fuoco
nell’abbraccio delle foreste
e nell’urlo del vento.

Soffierei nel flauto un notturno vento d’incanti,
perché dal letto dei ruscelli
serpenti assetati si levino,
stanchi di strisciare per una vita intera
sopra un umido petto,
e crollino in mezzo alla palude oscura
del cielo.

Con grazia direi ai venti
di far scorrere sui fiumi di febbre
il profumo di rossi fiori
come battello inebriato.

Spalancherei le tombe
ché migliaia di spiriti erranti
ritornassero alle fortezze dei loro corpi.

Contro gli Angeli urlerei
una notte, se Dio io fossi,
ché facessero ribollire
l’acqua paradisiaca
nella botte dell’inferno,
e con fiamme ardenti tra le mani
avvolgessero il lamento degli incorruttibili
in più pure vesti
e li cacciassero via
dai pascoli celestiali.

A mezzanotte, stanca della purezza divina
nel letto di Satana,
nel crollo di un nuovo errore
cercherei riparo.

Al prezzo della corona dorata
del Signore dei Mondi
sceglierei il piacere nero e doloroso
di un peccaminoso abbraccio. 

– Forough Farrokhzad –

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Poesie – Emily Dickinson – Recensione

Risultati immagini per emily dickinson poesie mondadoriCosa dire di questa donna del New England, solitaria e riflessiva? Nella cittadina di Amherst viveva una delle più grandi voci della letteratura e, probabilmente, in pochi se ne resero conto, mentre era ancora in vita. Mi sembra quasi riduttivo chiamare i suoi versi “poesia“. Non esiste qualcosa di più? Poesia ed aforisma. A volte filosofia. In essi è contenuta la profondità dell’animo umano e la semplicità dell’universo… si, proprio così, perché per citarla: La mente – è più grande del cielo – perché – se li metti fianco a fianco – l’una contiene l’altro facilmente – e te – anche.

La voce universale della Dickinson ha una grande potenza, sensibilità e sagacia. Era una donna intelligente. Come scrive Natalia Ginzburg nella postfazione, probabilmente ebbe la vita simile a quella di molte “zitelle” che vivevano nella periferia americana. Eppure, lei era diversa. Emily Dickinson era un genio. Si, io sono d’accordo.

Semplicemente non ci si aspetta di leggere certi versi da una persona cresciuta quasi nell’isolamento e tra gente e in un luogo dalla mentalità religiosa e non apertissima. Ed invece la personalità della Dickinson brilla come le stelle più luminose. Lei è un Dante, uno Shakespeare, un Milton. E’, senza paragoni, “Dickinson“.

– Giuseppe Circiello –

Una mia selezione di poesie della Dickinson, da questa raccolta (e non).

Poesia – 1 – LEGGI
Poesia – 2 – LEGGI
Poesia – 3 – LEGGI
Poesia – 4 – LEGGI
Poesia – 5 – LEGGI

Se avessimo le ali… – To Flee from Memory… – Emily Dickinson – Poesia

Se avessimo le ali 
per fuggire dalla memoria 
molti volerebbero. 
Abituati a cose più lente, 
gli uccelli con sgomento 
scruterebbero la possente avanguardia 
degli uomini che scappano 
dalla mente dell’uomo. 

– Emily Dickinson – 

To flee from memory
Had we the Wings
Many would fly
Inured to slower things
Birds with surprise
Would scan the cowering Van
Of men escaping
From the mind of man 


Recensione della raccolta di Poesie – LEGGI

La Moglie di Lot – Wisława Szymborska – Poesia

Ho guardato indietro, è vero
Dicono per curiosità.
Non pensano neppure che potessi avere altri motivi:
il rimpianto di una coppa d’argento
lasciata nella mia casa di Sodoma.
La voglia di non vedere più il mio probo marito
che mi camminava davanti.
La voglia di verificare se si sarebbe fermato,
qualora fossi morta (non si fermò).
La disobbedienza degli umili.
La speranza che Dio ci avesse ripensato,
e non facesse morire migliaia di innocenti.
La solitudine e la vergogna di fuggire così di nascosto.

Ma forse fu solo un colpo di vento
che mi sciolse i capelli
e che istintivamente mi fece girare la testa.
E’ possibile che io sia caduta, e poi diventata di sale
con il viso rivolto alla città. 

– Wysława Szymborska –

Canto di un merlo prigioniero – Georg Trakl – Poesia

Opaco respiro nelle verdi fronde. 
Piccoli azzurri fiori aliano intorno al profilo 
dell’appartato, è d’oro il passo 
che sotto gli olivi dilegua. 
In volo si alza con ebbra ala la notte. 
Sì piano sanguina l’umiltà, 
rugiada, che lacrima da rifiorente spino. 
Pietà di braccia irraggianti 
abbraccia un cuore già leso. 

– Georg Trakl –

Il rinnegamento di San Pietro – I Fiori del Male – Charles Baudelaire – Poesia

E che fa Dio di questo flusso d’anatemi 
che ogni giorno sale verso i suoi cari Serafini? 
S’addormenta al dolce suono di certe bestemmie paurose 
come un tiranno rimpinzato di carne e di vino. 

Certo che i singhiozzi di suppliziati e martiri 
sono proprio un’inebriante sinfonia, 
se i Cieli ancora non ne sono sazi 
dopo tanto sangue sparso per la loro voluttà! 

– Gesù, ricordati dell’Orto degli Ulivi! 
Tu pregavi in ginocchio, nella tua semplicità, 
quello che nel cielo rideva al suono dei chiodi 
che ignobili carnefici ti piantavano nelle carni vive. 

A che pensavi quando fu sputata addosso a te, divino, 
la crapula del corpo di guardia e degli sguatteri? 
A che pensavi quando ti conficcavano le spine 
nel cranio dove viveva l’immensa umanità? 

O quando s’allungavano le tue braccia distese 
col peso orribile del tuo corpo spezzato? O quando 
colava sangue e sudore dalla tua pallida fronte? 
O quando, infine, fosti esposto a tutti per bersaglio? 

Pensavi forse a quei giorni così fulgidi e belli, 
quando venuto per adempiere la promessa eterna 
percorrevi, in groppa a un’umile asina, 
strade cosparse di fiori e ramoscelli? 

Pensavi a quando frustavi i vili mercanti a tutta forza, 
avevi il cuore gonfio di speranza e ardore 
e diventasti poi signore? Di’, mai il rimorso 
non t’è penetrato nel fianco più giù della lancia? 

– Per quel che mi riguarda, andrò via soddisfatto 
da un mondo ove l’azione non è sorella del sogno; 
m’auguro di spada ferire e di spada perire! 
San Pietro rinnegò Gesù… e fece bene! 

– Charles Baudelaire –

Cerco una strada per il mio nome – Izet Sarajlić – Poesia

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia. 

– Izet Sarajlić –