Canto di un merlo prigioniero – Georg Trakl – Poesia

Opaco respiro nelle verdi fronde. 
Piccoli azzurri fiori aliano intorno al profilo 
dell’appartato, è d’oro il passo 
che sotto gli olivi dilegua. 
In volo si alza con ebbra ala la notte. 
Sì piano sanguina l’umiltà, 
rugiada, che lacrima da rifiorente spino. 
Pietà di braccia irraggianti 
abbraccia un cuore già leso. 

– Georg Trakl –

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Il rinnegamento di San Pietro – I Fiori del Male – Charles Baudelaire – Poesia

E che fa Dio di questo flusso d’anatemi 
che ogni giorno sale verso i suoi cari Serafini? 
S’addormenta al dolce suono di certe bestemmie paurose 
come un tiranno rimpinzato di carne e di vino. 

Certo che i singhiozzi di suppliziati e martiri 
sono proprio un’inebriante sinfonia, 
se i Cieli ancora non ne sono sazi 
dopo tanto sangue sparso per la loro voluttà! 

– Gesù, ricordati dell’Orto degli Ulivi! 
Tu pregavi in ginocchio, nella tua semplicità, 
quello che nel cielo rideva al suono dei chiodi 
che ignobili carnefici ti piantavano nelle carni vive. 

A che pensavi quando fu sputata addosso a te, divino, 
la crapula del corpo di guardia e degli sguatteri? 
A che pensavi quando ti conficcavano le spine 
nel cranio dove viveva l’immensa umanità? 

O quando s’allungavano le tue braccia distese 
col peso orribile del tuo corpo spezzato? O quando 
colava sangue e sudore dalla tua pallida fronte? 
O quando, infine, fosti esposto a tutti per bersaglio? 

Pensavi forse a quei giorni così fulgidi e belli, 
quando venuto per adempiere la promessa eterna 
percorrevi, in groppa a un’umile asina, 
strade cosparse di fiori e ramoscelli? 

Pensavi a quando frustavi i vili mercanti a tutta forza, 
avevi il cuore gonfio di speranza e ardore 
e diventasti poi signore? Di’, mai il rimorso 
non t’è penetrato nel fianco più giù della lancia? 

– Per quel che mi riguarda, andrò via soddisfatto 
da un mondo ove l’azione non è sorella del sogno; 
m’auguro di spada ferire e di spada perire! 
San Pietro rinnegò Gesù… e fece bene! 

– Charles Baudelaire –

Cerco una strada per il mio nome – Izet Sarajlić – Poesia

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia. 

– Izet Sarajlić –

Devo essere pallido… – Paul Klee – Poesia

Devo essere pallido. I pensieri 
si confondono di nuovo e passo 
notti insonni. L’anima 
desidera il sud? Dipende 
dal nord o da cosa? 
Ho aria e nutrimento. 
Mi è stato dato tanto amore. 
Eppure non posso restare così. 

O tutto sarà come prima: violenta 
nel petto una chiusa angoscia. 
Per la stretta via d’uscita 
una risata rauca. 
Da scoppiare. 

Io lo ripeto, solo ridere forse 
solleva al di là della bestia. 

– Paul Klee –

Lacrimile – Lucian Blaga – Poesia

Quando esiliato dal nido dell’eternità,
il primo uomo,
sbalordito e pensieroso attraversava i boschi o i campi,
la luce, l’orizzonte o le nuvole
lo torturavano, rimproverandolo – ed ogni fiore
lo dardeggiava con un ricordo del Paradiso –
e, il primo uomo, il vagabondo, non poteva piangere.

Una volta, sfinito dal blu troppo chiaro
della Primavera,
con l’anima di un bambino, il primo uomo
cadde con la faccia nella polvere:
– Signore, prenditi la mia vista,
o, se puoi, annebbia i miei occhi
con un velo,
per non vedere
nè i fiori, nè il cielo, nè i sorrisi di Eva, nè le nuvole,
perché – vedi – la loro luce mi fa male.

E poi, il Misericordioso, in un momento di pietà
gli donò le lacrime.

– Lucian Blaga –

Nella bellezza altrui – Adam Zagajewski – Poesia

– Nella bellezza altrui –

Solo nella bellezza altrui
vi è consolazione, nella musica

altrui e in versi stranieri.
Solo negli altri vi è salvezza,
anche se la solitudine avesse sapore
d’oppio. Non sono un inferno gli altri,
a guardarli il mattino, quando
la fronte è pulita, lavata dai sogni.
Per questo a lungo penso quale
parola usare: se lui o tu.
Ogni lui tradisce un tu, ma
in cambio nella poesia di un altro
è in fedele attesa un dialogo pacato.

– Adam Zagajewski –

Voglio Te – Rabindranath Tagore – Poesia

Voglio te, solo te! 
Lascia che il mio cuore 
lo ripeta senza fine. 

Tutti i desideri che mi distraggono 
di giorno e di notte 
in sostanza sono fasulli e vani. 

Come la notte tiene nascosta nel buio 
l’ansia di luce 
così nel profondo del mio cuore 
senza ch’io me ne renda conto 
un grido risuona: 
voglio te, solo te! 

Come la tempesta cerca la quiete 
mentre ancora lotta contro la quiete 
con tutte le sue forze 
così io mi ribello e lotto 
contro il tuo amore 
ma grido che voglio te, solo te! 

– Rabindranath Tagore –