Io sempre al limite… – Patrizia Valduga – Poesia

Io sempre al limite del mio niente 
ti ho esasperato, ti ho fatto ammalare. 
Ti ho sperperato i battiti del cuore 
per far battere il mio senza tremare. 
E il tuo amore per me forse è finito, 
mentre il mio è ancora tutto da fare. 
Amore caro, amato malamente, 
sono guarita. Vuoi ricominciare? 

– Patrizia Valduga –

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Note brevi – Miren Agur Meabe – Poesia

Ieri mi si è bruciato un lenzuolo. 
L’ho bruciato io, con il ferro da stiro. 
Gli ho stampato un triangolo color pane tostato 
per colpa della televisione.
Lascio sempre acceso il televisore piccolo della cucina
mentre stiro:
un bambino nero della guerra
succhiava il capezzolo della madre morta.
Mi si è formato un nodo di capelli in gola.

Non me lo scorderò 
perché il latte mi ha macchiato il reggiseno.

– Miren Agur Meabe –

Poesia LXXVII – Gustavo Adolfo Bécquer

LXXVII.

Dici che hai un cuore, e solo 
lo dici perché i suoi battiti senti; 
quello non è un cuore…; è una macchina 
che mentre si muove fa rumore. 

– Gustavo Adolfo Bécquer – 

Dices que tienes corazòn, y sòlo 
lo dices porque sientes sus latidos. 
Eso no es corazòn…; es una màquina 
que al compàs que se mueve hace ruido.

Cerco una strada per il mio nome – Izet Sarajlić – Poesia

Passeggio per la città della nostra giovinezza
e cerco una strada per il mio nome.
Le strade ampie, rumorose le lascio ai grandi della storia.
Cosa stavo facendo mentre si faceva la storia?
Semplicemente ti amavo.
Cerco una strada piccola, semplice, quotidiana,
lungo la quale, inosservati dalla gente,
possiamo passeggiare anche dopo la morte.
Non importa se non ha molto verde,
e neanche propri uccelli.
È importante che in essa possano trovare rifugio
sia l’uomo che il cane in fuga dalla battuta di caccia.
Sarebbe bello che fosse lastricata di pietra,
ma tutto sommato questa non è la cosa più importante.
La cosa più importante è
che nella strada con il mio nome
a nessuno capiti mai una disgrazia. 

– Izet Sarajlić –

Devo essere pallido… – Paul Klee – Poesia

Devo essere pallido. I pensieri 
si confondono di nuovo e passo 
notti insonni. L’anima 
desidera il sud? Dipende 
dal nord o da cosa? 
Ho aria e nutrimento. 
Mi è stato dato tanto amore. 
Eppure non posso restare così. 

O tutto sarà come prima: violenta 
nel petto una chiusa angoscia. 
Per la stretta via d’uscita 
una risata rauca. 
Da scoppiare. 

Io lo ripeto, solo ridere forse 
solleva al di là della bestia. 

– Paul Klee –