Cassandra – Christa Wolf – Citazione – 1

E’ questo che per lungo tempo non ho capito: che non tutti potevano vedere quello che vedevo io. Che essi non percepivano la nuda insignificante figura degli eventi. Pensai che si prendessero gioco di me. Ma avvaloravano se stessi. Ciò deve avere un senso. Se fossimo formiche: l’intero popolo cieco si precipita nei fossati, annega, forma i ponti per i pochi sopravvissuti che sono il seme del nuovo popolo. Simili a formiche andiamo dentro a ogni fuoco. Ogni acqua. Ogni fiume di sangue. Solo per non dover vedere. Che cosa? Noi.

  • Cassandra, Christa Wolf

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Pentesilea – Heinrich Von Kleist – Citazione – 2

“Perché adesso mi calo nel mio petto, come in un pozzo, e per me scavo, freddo come un minerale, un sentimento annichilente. E questo minerale lo tempro nella brace del dolore, duro come l’acciaio; e poi lo imbevo da cima a fondo del veleno rovente e corrosivo del rimorso; lo pongo sull’incudine eterna della speranza e lo trasformo in un pugnale affilato e appuntito; a questo pugnale, adesso, porgo il mio petto: Così! Così! Così! E ancora!… Adesso è fatto!”

  • Pentesilea, Heinrich Von Kleist 

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La morte dell’amata – Der Tod der Geliebten – Rainer Maria Rilke – Poesia

Sapeva della morte quel che tutti sanno: 
che ci prende e ci scaglia nel silenzio.
Ma quando lei, che non gli fu strappata, 
no, lei che piano svanì davanti agli occhi, 

scivolò nel profondo di ombre ignote 
e lui sentì che ora laggiù come una luna 
il loro volto aveva il suo sorriso di fanciulla 
e il bene della sua presenza: 

soltanto allora lui conobbe i morti, 
quasi che ognuno grazie a lei avesse ormai 
il suo stesso sangue; agli altri lasciò le parole 

e non credette e quella terra la chiamò 
declivio mite e sempre dolce. 
E la esplorò cercando le sue impronte. 

– Rainer Maria Rilke – 

Er wußte nur vom Tod was alle wissen: 
daß er uns nimmt und in das Stumme stößt. 
Als aber sie, nicht von ihm fortgerissen, 
nein, leis aus seinen Augen ausgelöst, 

hinüberglitt zu unbekannten Schatten, 
and als er fühlte, daß sie drüben nun 
wie einen Mond ihr Mädchenlächeln hatten 
und ihre Weise  wohlzutun: 

da wurden ihm die Toten so bekannt, 
als wäre er durch sie mit einem jeden 
ganz nah verwandt; er ließ die andern  reden 

und glaubte nicht und nannte jenes Land 
das gutgelegene, das immersüße – 
Und tastete es ab für  ihre Füße.

Faust – Johann Wolfgang Goethe – Recensione

Risultati immagini per faust goethe burFaust, lo scienziato che vende l’anima al diavolo per saziare la propria sete di conoscenza e potere, è il noto protagonista di un racconto popolare tedesco. Molti autori del passato hanno attinto a questo mito, scrivendo svariate opere. Le più importanti sono sicuramente quella di Marlowe e quella di Goethe. Quest’ultimo ha dedicato tutta la sua vita alla composizione di quest’opera poetica e teatrale.

Quello di Johann Wolgang Goethe è di sicuro un testo notevole, che mostra la perizia scrittoria e la vasta conoscenza dell’autore, relativamente a temi filosofici ed epici, classici e anglosassoni. Le chiavi di lettura di un’opera come questa sono molteplici e giustamente ci si sente anche un po’ piccoli di fronte a cotanta mole di riferimenti. Questo mi porta a chiedermi opere simili per chi siano scritte. Per il lettore? Non credo. Forse nessuna opera è scritta per i lettori. L’autore scrive sempre per se stesso… e poi dopo spera d’esser letto. Opere come questa lo rendono assolutamente palese.

Faust è difficile se lo si vuole apprezzare in toto. Piacevole se ci si accontenta di rimanere a livelli di lettura più superficiali. Come diceva una mia insegnante, la differenza tra le opere di un tempo e quelle di oggi era una differenza di “tempo”: due secoli fa sia il lettore che lo scrittore potevano dedicarsi ai piaceri della letteratura, approfondendo ogni cosa, poiché avevano sicuramente più tempo per il “leisure“.

Questa è un’opera imponente. E chi conosce il tedesco dovrebbe sicuramente leggerlo in lingua originale. Io ne mastico un po’ e per quanto ho – sporadicamente – letto del testo originale a fronte di questa edizione, devo dire che la lettura è risultata molto più godibile e ritmata.  Ma – detto ciò –  devo ammettere che con Goethe ho un problema. Questo è stato il suo secondo libro che ho letto (il primo fu Le Affinità Elettive). Ebbene, anche se credo che il caro Johann Wolfgang abbia idee grandiose, mi trovo sempre a pensare – durante la lettura dei suoi testi – che non ne sappia sviluppare a pieno le potenzialità.  Ne “Le Affinità Elettive” c’era troppo poco. Qui c’è troppo (ed anche il superfluo).

Certo, è piacevole da leggere e la sua grandezza si nota, per cui – se lo critico – lo faccio con molto rispetto. Ma, parlando di monumenti nazionali, tra Dante, Shakespeare e Goethe (Italia, UK, Germania) preferisco i primi 2. Per quanto riguarda i miei gusti e il mio sentire, c’è l’abisso.

(Nel frattempo, ho letto anche I Dolori del Giovane Werther... che mi hanno confermato la mia opinione su questo scrittore).

– Giuseppe Circiello –

Citazione da Faust – 1 – LEGGI

Faust – Johann Wolfgang Goethe – Citazione – 1

Chi solleva il singolo alla sacra universalità, dov’esso vibra in accordi stupendi? Chi dà alle passioni il furore dell’uragano? Al più grave pensiero, il fuoco dei tramonti? Chi sparge tutti i bei fiori di primavera sul sentiero della donna amata? Chi intreccia il verde d’insignificanti foglie in corona di gloria per meriti di tutte le specie? Chi assicura l’Olimpo e congiunge gli Dei? La potenza dell’uomo si rivela nel poeta*. 

– Faust, Johann Wolfgang Goethe 

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*Des Menschen Kraft, im Dichter offenbart. 

Recensione di Faust – LEGGI

Demian – Herman Hesse – Recensione

Immagine correlataUna piccola premessa: di solito questo genere di libri non mi piace. Fatico ad apprezzare coloro che scrivono romanzi e novelle con lo scopo di insegnare la vita, il mondo, la spiritualità e altre di queste belle cose. Proprio non fanno per me!

E’ pur vero, però, che un gran numero di questo tipo di romanzi, tra cui anche Siddharta dello stesso Hesse, li ho letti quando ero molto più giovane e meno propenso ad ascoltare e/o leggere le parole di un “guru”.

E questo era quello che mi aspettavo da Demian. Devo ammettere, invece, che mi ha sorpreso. Mi è piaciuto molto (e mi chiedo se la mia attuale età non abbia avuto un ruolo in questo). Devo quasi dire grazie ad Hesse, per aver, se non eliminato, quanto meno attenuato un mio pregiudizio su questo genere.

Ad ogni modo, in questo periodo storico leggere un libro come Demian fa bene. Perché ci ricorda quanto sia fondamentale la libertà: di scoprire se stessi e di accettarne le responsabilità che ne derivano. Crescere e abbracciare il proprio destino è fondamentale. Spesso è una sfida dolorosa e tutt’altro che facile. Ma è un percorso che accomuna noi tutti. E questo è forse l’unico punto in cui la mia opinione diverge rispetto a quella di Hesse. Io credo che “Caino” lo siamo tutti (ma cosa significa quest’ultima frase non lo chiarisco, sperando di invogliarvi a leggere il libro).

– Giuseppe Circiello –