Modernità e Olocausto – Zygmunt Bauman – Citazione

L’assetto postmoderno, orientato al consumo e incentrato sul mercato, della maggior parte delle società occidentali appare fondato sulle fragili basi di un’eccezionale superiorità economica, che per il momento assicura a queste società una quota sproporzionata delle risorse mondiali, ma che non è destinata a durare per sempre.
Si può ritenere che in un futuro non troppo lontano possano certamente presentarsi situazioni che richiedano una diretta assunzione della gestione sociale da parte dello stato: a quel punto la ben radicata e sperimentata prospettiva razzista potrebbe tornare di nuovo utile. Nel frattempo si potranno usare come mezzi di propaganda politica e di mobilitazione le versioni non razziste, meno radicali, della fobia antiebraica. 
Poiché gli ebrei si muovono ormai massicciamente verso le classi medio-superiori, portandosi in questo modo fuori dal raggio di esperienza diretta delle masse, gli antagonismi di gruppo, di nuovo fomentati, che scaturiscono dalle preoccupazioni per la demarcazione e la difesa dei confini, tendono oggi a concentrarsi, nella maggior parte dei paesi occidentali, sui lavoratori immigranti. Esistono forze politiche ansiose di sfruttare tali preoccupazioni. Esse usano spesso un linguaggio sviluppato dal razzismo moderno per sostenere l’idea della segregazione e della separazione fisica: uno slogan utilizzato con successo dai nazisti nel loro cammino verso il potere come mezzo per guadagnare alle proprie intenzioni razziste l’appoggio dell’inimicizia combattiva delle masse. In tutti i paesi che nel periodo della ricostruzione economica postbellica hanno attratto grandi masse di lavoratori immigrati, la stampa popolare e i politici di ispirazione populista offrono innumerevoli esempi dei nuovi usi a cui il linguaggio razzista attualmente si presta.

  • Modernità e Olocausto, Zygmunt Bauman, 1989

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