Coricarsi e morire – Adalet Ağaoğlu – Recensione

Coricarsi e morire - Adalet AgaogluCoricarsi e morire, di Adalet Ağaoğlu, è stata una bella sorpresa. Non cercavo questo romanzo, nessuno me ne aveva parlato, nè ne sospettavo l’esistenza. Eppure, in Turchia è molto noto e la sua autrice, anche attivista per i diritti umani, è una rinomata personalità del mondo letterario.

Ambientato principalmente ad Ankara, in un periodo di tempo che va dai primi anni di governo di Mustafa Kemal Atatürk agli anni 60, il romanzo racconta i diversi percorsi di vita di un gruppo di uomini e donne, seguendoli dalle scuole elementari fino alla realizzazione lavorativa.

Ciò che salta fin da subito all’occhio – idea perno di questo scritto – è la difficoltà di imporre un cambio di mentalità ad un’intera nazione. Passare dall’Impero Ottomano alla moderna e laica Repubblica Turca è un avvenimento destinato a creare traumi e incoerenze, soprattutto se ci si confronta con chi proviene da ambienti rurali e di fede musulmana.

Da questo punto di vista, il colpo di genio di questo romanzo è soprattutto il non averlo ambientato ad Istanbul, bensì ad Ankara, centro nel quale i protagonisti, provenienti da paesini sperduti, abitati da poveri, persone prive di istruzione e dai lavori umili, si sono recati. E’ interessante constatare l’impatto che le riforme hanno avuto sul paese, sulla Turchia profonda, che – a parer mio – non è certo quella di Istanbul (città più abituata ad aver a che fare con i modelli di vita occidentali).

Cresciuti con l’idea di dover contribuire al luminoso destino della repubblica, come uomini e donne di mentalità aperta, occidentale, i protagonisti si ritroveranno, in realtà, a dover combattere contro una società che è cambiata solo nella forma ma non nella sostanza. Se da un lato la generazione dei genitori si mostrerà chiusa e ostile al cambiamento, dall’altro stupisce che gli stessi insegnanti, le stesse autorità, nonostante il perseguimento degli ideali atatürkiani, siano le prime ad essere oppressive, censorie e chiuse… creando così una generazione disincantata, disillusa e disorientata, che ambisce alla libertà, senza mai trovarla completamente.

Questo è ancor più evidente nella condizione delle donne. La protagonista, Aysel, per proseguire il suo percorso di studi fino all’università e diventare professoressa, dovrà lottare arduamente contro tutti, poiché non basta che venga “Atatürk” a dire “modernizzatevi”. E’ certo un sogno in cui una bambina può credere e al quale può votarsi, ma la Turchia profonda, quella delle famiglie rurali e legate più alla religione che alla politica, non può accettarlo con facilità. E’ una situazione che può essere pesante per uomini e donne intelligenti e sensibili, che vogliono solo fare qualcosa di buono per se stessi e per il proprio paese. Ed è questo, forse, il motivo principale per cui Aysel, una volta divenuta donna e realizzatasi, non riuscirà tuttavia mai ad essere completamente felice, in un mondo che, vada come vada, vorrà sempre dirle cosa fare e cosa volere. La realtà è che la vera emancipazione è molto difficile da raggiungere – e non è un percorso facile.

Nel raccontarci storie così, questo libro dà una visione d’insieme dello stato turco e della sua storia, dei suoi cambiamenti, dei suoi traguardi, ma anche delle lotte che lo sconvolgono e delle sue divisioni. Non solo è un libro da leggere, perché scritto bene e bello, ma è da leggere anche se si vuole conoscere la storia della Turchia e comprenderne meglio pregi, difetti e contraddizioni.

Dipingendo per noi questo quadro storico, la Ağaoğlu non dimentica il contesto storico esterno al suo paese. E così, leggendo il romanzo, si può vedere con occhi turchi la seconda guerra mondiale e il dopoguerra diviso tra la conveniente amicizia con gli americani e l’astio per l’Unione Sovietica,

Un gran bel libro, insomma, che consiglio e che metto tra i libri più belli, che negli ultimi anni ho avuto il piacere di leggere. Ringrazio la casa editrice L’Asino D’oro, per aver portato in Italia un romanzo così prezioso.

– Giuseppe Circiello –

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