Ubik – Philip Dick – Recensione

Risultati immagini per ubik philip dick pink coverEra da tempo che non sentivo la necessità di leggere qualcosa di Dick. I precedenti romanzi che avevo letto, “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” e “La svastica sul Sole“, mi erano piaciuti, ma poi, per anni, non ho sentito la necessità di ampliare la mia conoscenza di questo autore. Forse perché, a volte, più si legge un autore, più si entra nei suoi “meccanismi” e meno si viene sorpresi. Per cui necessito di far passare un po’ di tempo (anche se poi non per tutti è così, solo per coloro che temo potrebbero annoiarmi se li leggessi “troppo spesso”).

Detto questo, ormai la copertina rosa shocking di Ubik mi sussurrava “leggimi, leggimi, leggimi!” già da qualche mese. E finalmente ho ceduto ed è arrivato il suo momento. Il risultato è che ne sono stato completamente rapito e l’ho letteralmente bevuto: come acqua ristoratrice nel deserto. Perché Dick è un grande scrittore. Uno di quei personaggi della letteratura che davvero possono essere chiamati “visionari”. Le sue intuizioni, le sue suggestioni e le sue trame sono all’avanguardia, ma anche verosimili.

Le sue ucronie, le sue distopie, con pennellate di fantascienza non sono fini a loro stesse. Costituiscono, in realtà, la cornice per affrontare temi universali, quali ad esempio, nel presente caso, il tema della morte e della realtà. E da bravo scrittore lo fa costruendo, su queste fondamenta, un palazzo fatto di situazioni, personaggi e colpi di scena realizzati magistralmente. Lo consiglio davvero!

– Giuseppe Circiello –

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