I Versi Satanici – Salman Rushdie – Citazione – 4

Rimasto solo, si ricordò subito che lui e Pamela erano stati un tempo in disaccordo, come su tutto il resto, su un racconto che avevano letto entrambi e che aveva appunto come tema la natura dell’imperdonabile. Un uomo e una donna erano stati amici intimi (ma non amanti) per tutta la loro vita d’adulti. Per il suo ventunesimo compleanno (allora erano tutti e due poveri), lei gli aveva regalato, per scherzo, il vaso di vetro più brutto e volgare che era riuscita a trovare, con colori che erano una parodia pacchiana della gaiezza veneziana. Venti anni dopo, quando entrambi avevano avuto successo e stavano diventando grigi, lei andò a trovarlo a casa e si mise a rimproverarlo per come aveva trattato un amico comune. Nel corso della lite, i suoi occhi si posarono sul vecchio vaso, che lui teneva ancora al posto d’onore sulla mensola del soggiorno, e senza interrompere la sua tirata, lo fece cadere sul pavimento dove si ruppe in mille pezzi. Da allora lui non le rivolse più la parola; e quando lei morì, cinquant’anni dopo, si rifiutò di andare a trovarla sul letto di morte o di assistere al suo funerale, benché fossero arrivati dei messaggeri a dirgli che era questo il suo desiderio più vivo. “Ditele” dichiarò agli emissari, “che lei non ha mai saputo quanto era prezioso per me ciò che ha rotto”. Gli emissari discussero, implorarono, s’arrabbiarono. Se lei non sapeva di quale significato lui avesse investito quella cosetta, come si poteva, oggettivamente, fargliene una colpa? E nel corso degli anni non aveva forse tentato infinite volte di scusarsi e di espiare? Adesso, poi, perdio, stava morendo; non era possibile appianare questa antica e puerile divergenza? Avevano già perso tutta una vita d’amicizia; non potevano almeno dirsi addio? “No” disse l’implacabile uomo. “Ma è davvero per il vaso? O ci stai nascondendo qualcosa di più misterioso?”
“E’ per il vaso” rispose lui. “Per il vaso e nient’altro”.
Secondo Pamela, l’uomo era meschino e crudele. Ma Chamcha aveva già allora apprezzato la strana privacy, il carattere intimo e inspiegabile del problema. “Nessuno può valutare una ferita interiore”, aveva detto, “dalle dimensioni di quella esteriore, del foro”.

  • I Versi Satanici, Salman Rushdie

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