Gli Alberi Musicanti – Jacques Stephen Alexis – Recensione

 

Risultati immagini per gli alberi musicanti stephen alexis“Poiché non hai rispettato il diritto degli uomini a credere secondo il loro cuore…”

Questo romanzo è ambientato ad Haiti, durante gli anni ’40. Rappresenta un atto di amore verso la propria patria e il proprio popolo, che ha subito violenze sempre, sin da prima della fondazione dello Stato. La popolazione di colore nell’isola di Hispaniola, infatti, arrivò schiava, secoli fa. E nonostante una situazione di partenza così svantaggiosa, gli haitiani, sull’onda della rivoluzione francese, mostrarono la loro fibra, riuscendo a divenire indipendenti nei primi anni del 1800. Per capire il valore di questa autodeterminazione e liberazione, basti aggiungere che, nel continente americano, furono secondi solo agli Stati Uniti.

Questa gloria, però, non ha preservato Haiti (e direi anche la Repubblica Dominicana) dalle guerre civili, dalla povertà e dalle ingerenze dell’uomo bianco, del capitalismo e della religione cattolica. E’ una storia di sofferenze, purtroppo, quella di questa popolazione. Comune a molti popoli.

Così come comune è anche il fatto che, nel buio della fatica di vivere, si accendono spesso delle luci, delle speranze e delle gioie. Lo è, ad esempio, Jacques Stephen Alexis, che con questo romanzo (e altri anche) celebra il proprio popolo, così fortemente attaccato ai propri Loas (divinità del culto animista dell’isola, il voodoo) e alle proprie terre.

La storia deGli alberi musicantiparla di due tentativi barbari. Il primo è della chiesa cattolica, che voleva distruggere i templi e il credo della popolazione (principalmente) rurale. Si tratta del voudun (o, nella dicitura più nota, voodoo), ancorato alle radici africane degli haitiani. L’isola fu, infatti, vittima di una campagna di abiure e violenze che ebbero dell’incredibile. Eppure questo avveniva solo alla fine degli anni ’40 dello scorso secolo. Vicinissimo. Oggi siamo abituati ad additare altre religioni come “cattive”. Ma il problema è l’uomo, non il credo. Sento spesso definire, dai clericali fanatici, “abominio” tutte le cose che a loro non piacciono. Ma l’abominio, secondo me, non è nella diversità delle cose del mondo: esso sta nel non rispettare il diritto degli uomini a credere secondo il loro cuore. Quando una religione che professa la pace, si trasforma in persecutrice, allora si distacca dall’umanità (e quindi dalla razionalità) e diviene non più una cosa umana. Quale violenza immane è costringere un uomo ad essere e a credere in ciò che noi soli vogliamo!

La seconda cosa che racconta Alexis, invece, è il tentativo della SHASA (compagnia americana) e del governo haitiano di espropriare i contadini delle proprie terre, per farne piantagioni di alberi di caucciù. Ed anche qui lo scrittore prende le difese dei più poveri.

In sostanza, “Gli alberi musicanti” è una lettura estremamente interessante. Sono romanzi come questo, o come “Signori della Rugiada” del suo conterraneo Jacques Roumain, a farci capire quanto siano innumerevoli le “storie” del mondo. Per il suo impegno a favore del popolo e della giustizia, Alexis fu imprigionato, torturato e ucciso. Ma sopravvive nei suoi scritti. E noi dobbiamo imparare da uomini come lui e DI uomini come lui: perché non possono essere dimenticati.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da Gli Alberi Musicanti: LEGGI

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