Istanbul Istanbul – Burhan Sönmez – Recensione

 

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Con Istanbul Istanbul, di Burhan Sönmez, ho scoperto uno scrittore di livello, in grado di far trasudare poesia e amore da ogni frase ed ogni “immagine” del suo romanzo. Certo, potrebbe sembrare fin troppo facile, quando si parla della Turchia e delle sue contraddizioni e dei suoi panorami, sia fisici che umani, perché il materiale con cui costruire una storia è di prima qualità. Ma bisogna comunque avere l’abilità e questo scrittore nativo di Ankara, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, la ha eccome!

Prigionieri nei sotterranei di una prigione turca, i protagonisti di questa storia cercano di sopportare le torture e le privazioni raccontandosi, a turno, storie di vario genere: un po’ come avveniva nel Decameron di Giovanni Boccaccio. Ma, alle vicende narrate per far passare il tempo ed esorcizzare le paure e le sofferenze, si intrecciano qui anche le storie di vita dei personaggi, il percorso che li ha portati, infine, ad essere prigionieri nei sotterranei di Istanbul.

Ed ecco che in questo buio e freddo quadro, rappresentato da una piccola e stretta cella, la brutalità della prigionia e della tortura mette in risalto, invece, l’umanità dei protagonisti, il loro amore, la loro pietà e compassione, nel senso più stretto del termine (“patire insieme“); perché il dolore è comune ad ogni essere umano e l’unica possibile conseguenza di questa verità è l’unità.

Burhan Sönmez caratterizza gli attori di questo racconto in modo commovente e convincente e contrappone la semplicità e la forza delle loro anime innamorate (amore per una causa, amore per un figlio, amore per una donna, amore per una città), intrappolate in una Istanbul sotterranea, all’anima della Istanbul superiore, in eterna lotta tra passato e futuro e in costante fuga da una riflessione approfondita su se stessa e dalle proprie potenzialità. E così la città, ponte tra oriente e occidente, più che un luogo di incontri, diviene il luogo delle distanze tra due modi di intendere il mondo.

Istanbul Istanbul di Burhan Sönmez è stato uno dei pochi libri per i quali ho avuto il terrore, nelle pagine finali, che il mio occhio andasse a sbirciare i righi sottostanti a quelli che stavo leggendo. Sono stato attentissimo a far sì che non accadesse, poiché temevo di rovinarmi il finale. Capita raramente di poter dire “mi è piaciuto tutto di questo libro!“. E qui lo dico. Ringrazio chi me lo ha consigliato e lo consiglio a mia volta.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da Istanbul Istanbul: LEGGI

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