Riflessione sul fondamentalismo e i fondamentalisti

Mi sono preso qualche ora in più per questa riflessione, ispirata da ciò che è successo a Manchester. Volevo evitare, in realtà. Ero più propenso a parlare dell’ipocrita visita di Donald Trump in Arabia Saudita, oppure della legalizzazione del matrimonio gay a Taiwan, primo stato asiatico a fare qualcosa del genere.

Poi però ho pensato che un blog, che si propone di parlare anche di diritti umani, non poteva scegliere di “non vedere. Perché il primo diritto umano fondamentale è la vita. Così, se dei giovanissimi vengono uccisi per nulla, qualcosa io devo dirla. E non mi sfugge che da anni in Siria, sotto le bombe, ne muoiono ancora di più… ed anche in altre parti del mondo. Ma è oltre l’umana capacità il poter trattare tutto insieme in questa sede. Ed io trascrivo alcune riflessioni, nate dopo l’attentato al concerto di Ariana Grande a Manchester; rassicurando, prima di tutto la mia coscienza, del fatto che mi dispiace per tutte, TUTTE, le vittime nel mondo allo stesso modo.

Dopodiché, devo essere franco. Anche se a me l’Islam come religione non piace, credo sia giusto dire che con il fondamentalismo contemporaneo esso non abbia reali nessi. Il fondamentalismo è un modo di vivere la realtà. Una malattia mentale, credo, della stessa natura delle ossessioni. Questo lo si può applicare a qualunque fede religiosa o politica. Per cui, dell’Islam in sé, l’unica cosa che mi sento di dire è che forse, rispetto ad altre religioni, offre più scuse e malintesi, per coprire i terroristi. Se Maometto non avesse condotto guerre, probabilmente, i terroristi sarebbero meno legittimati a credersi veri islamici (e preciso che non lo sono). Ma, di nuovo, anche questa è, in definitiva una scusa. Poiché conosciamo terroristi che con l’Islam non hanno niente a che fare: ne possiamo ricordare di rossi e di neri, e possiamo annoverare i fondamentalisti cristiani, che forse oggi non si fanno esplodere o non fanno attentati (che facciano rumore mediatico), ma che sicuramente sparano cazzate colossali.

L’estremismo che uccide mi riporta un po’ alla legge del taglione. Occhio per occhio e dente per dente. Il punto è che questi giovani esaltati, che si fanno esplodere o investono coi camion, o sparano sulla folla, o chi più ne ha più ne metta, non capiscono che non è con la violenza che possono risolvere i loro problemi. Uccidono… e poi? Boh! Qualcuno non gli ha insegnato che la cieca violenza è stata, alla fine, sempre battuta e che, soprattutto, non è giusta. Far saltare in aria te stesso e le persone produrrà solo dolore, ma non risolverà niente, qualunque sia il fine per cui l’azione si compia.

Io credo, purtroppo, che questi ragazzi/e vengano plagiati e usati da chi procura loro i mezzi, per portare a compimento folli strategie di omicidio e terrore. I kamikaze si chiedono perché coloro che danno loro soldi e strumenti per attentati non vanno a farsi saltare loro in aria? Se chi li manda a morte davvero crede nel martirio, nelle uri e in Allah, perché non desidera lui stesso immolarsi? Sarei curioso di conoscere le risposte a queste domande. Credo che ne sentirei delle belle, sia dagli esecutori che dai mandanti!

Vi consiglio un libro, Alamut di Vladimir Bartol. Leggerlo vi farà capire come uomini assetati di potere e privi di scrupoli riescano ad usare quei giovani pur dotati, ma facili ad essere ingannati da strabilianti promesse e discorsi ottundenti.

La predisposizione a divenire simili mostri sarà, probabilmente, la mancanza di punti di riferimento e sicurezze sia materiali che metafisiche. E non escludo qualche disturbo psichico, perché VOLERE uccidere altri esseri umano non è normale. Qualcosa dentro, probabilmente, non va bene e qualcuno approfitta di te, dandoti qualche altra cosa a cui aggrapparti e credere. E ti ci immedesimi così tanto, che ti dimentichi di essere umano, ti dimentichi dell’importanza della vita, al di sopra di ogni idea, e ti dimentichi che tutto è relativo, ti dimentichi del rispetto da dare agli altri, che è lo stesso che vuoi per te e le tue convinzioni… soprattutto, ti dimentichi come si fa a dubitare e quanto dubitare sia importante, quanto ci renda umani e quanto abbia fatto progredire l’umanità. E più o meno colpevolmente, ti dimentichi che se sei arrivato all’età che hai, qualcuno ti avrà pur amato; e tu in cambio stai restituendo solo la morte.

L’unica certezza che abbiamo è che la vita esiste. E l’unico corollario possibile è che essa vada rispettata, tutelata e salvata, così com’è. Che sia nata per opera di un dio, o spontaneamente, rimane preziosa… perché è rara e fragile, perché è un miscuglio di irripetibili unicità. Ed è per questo che arrogarsi il diritto di poterla togliere è un grave delitto. “Perdona loro perché non sanno quello fanno” diceva Gesù. Ed è vero: non lo sanno. Se lo sapessero, se lo capissero, se se ne rendessero conto davvero, profondamente, non riuscirebbero a trovare la pace, né in questa vita, né nell’altra. Non ci arriverebbero nemmeno, forse, a commettere queste azioni. E mi vengono i brividi a pensare che, di fronte a questa follia solitaria, sfruttata dalla fredda lucidità assassina di occulti marionettisti, molti innocenti abbiano pagato, paghino e pagheranno.

Dobbiamo rifiutare questo orrore e la sua logica. I populisti come la Le Pen e Salvini, i Trump, sbagliano in questo. Vogliono chiudere la nostra società e limitare, invece di aumentare, lo spettro dei diritti e dell’eguaglianza. Ma questo ci renderebbe simili a coloro da cui dobbiamo difenderci. Certo, voglio che la legalità e la sicurezza siano tutelate con forza ed efficienza. Ma all’interno di un modello di civiltà completamente opposto a quello che vorrebbero i fondamentalismi. Non voglio avere NULLA di simile a coloro che non si fanno scrupolo di diffondere la morte.

– Giuseppe Circiello –

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2 pensieri riguardo “Riflessione sul fondamentalismo e i fondamentalisti

    1. Sarò ottimista io, quando penso alla natura dell’animo umano, ma credo che una persona sana di mente non possa mai arrivare a certi livelli di pericolosità per il prossimo in modo cosciente e consapevole. Comunque il mio discorso si applica più agli esecutori che ai mandanti.
      Per questi ultimi credo che il discorso sia diverso…
      Tra l’altro, per me, un folle che commette un crimine va comunque punito e tenuto sotto controllo.

      Grazie per i complimenti! 😉

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