L’Idiota – Dostoevskij – Recensione

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La bontà è un valore. Ed è per questo che non si può descrivere un uomo positivamente buono, perché esistono vari modi di intendere la bontà: ognuno la pratica e la immagina soggettivamente. E credo che questo lo abbia capito anche Dostoevskij, dopo aver finito di scrivere L’Idiota. Altrimenti non avrebbe detto di non essere riuscito a portare a termine il proprio proposito. E su questo sono contento di essere d’accordo con lui. Non è il più riuscito dei suoi romanzi.

E tuttavia, questo romanzo si pone (al terzo posto) tra le sue opere migliori, insieme all’ottimo “Delitto e Castigo” e al supremo “I Fratelli Karamàzov“. Perché, comunque, il personaggio di Lev Nikolaevič Myškin si avvicina all’ideale di uomo con un animo positivamente buono e, dunque, serve al fine dell’opera: mostrare le imperfezioni morali del resto del genere umano e come questo possa rivelarsi pericoloso, per chi vive una bontà (passiva?) come quella di Myškin.

Non basta la bellezza a salvare il mondo, se si escludono da questa tutte le brutture del mondo stesso. E’ per questo che Myškin non ha posto nel nostro contesto e ne viene irrimediabilmente schiacciato. Perché il mondo, con le proprie virtù e difetti, non può salvarci da noi stessi. Un ego proprio da voler saziare serve eccome!

Insomma, l’unica pecca, per me, è la gestione del protagonista. Mi sembra una prima versione di Alëša Karmàzov… che come “buono” gradisco molto di più, perché più attivo, più consapevole di se stesso, buono, ma non necessariamente fragile.

Per il resto, come ogni libro di Dostoevskij, la lettura è un piacere (almeno per me). Ci sono molti personaggi, storie e temi trattati profondamente: la religione (bella la pagina che mette in rilievo la non cristianità di una chiesa cattolica, attaccata al potere temporale), il nichilismo, il significato della vita in relazione al tempo (Ippolit, il tisico, è tra i suoi personaggi migliori di sempre).

Nonostante le sue imperfezioni, lo consiglio, perché è un gran bel libro e il tempo dedicatogli è piacevole e fa riflettere. E perché non è detto che un libro per essere “grande” debba essere necessariamente basarsi su premesse insindacabili.

– Giuseppe Circiello –

Citazione da L’Idiota – 1 – : LEGGI
Citazione da L’Idiota – 2 – : LEGGI

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