17 Maggio, Giornata Mondiale Contro l’Omofobia – Diritti Umani

Oggi è il 17 Maggio, giornata mondiale contro l’omofobia. Ricorre in questo giorno poiché, esattamente 27 anni fa, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Sinceramente, mentre scrivo, ignoro anche quando vi sia entrata, in passato. Mi sembra assurdo. I nostri antenati, quelli vissuti in società ove le religioni abramitiche non erano diffuse, avevano molti meno problemi col fatto che si ama chi si vuole. Che si è come si è. Penso ai sumeri, ai celti, penso ai greci, ai romani, agli etruschi, agli indiani d’america pre-colonizzazione e a tante altre civiltà, che studiamo e rispettiamo.

Evidentemente, poi qualcosa è cambiato. Ed io credo sia dovuto al fatto che piccole sette, come potevano essere quella ebraica, cristiana e musulmana degli inizi, per non sparire avevano bisogno che si figliasse, viste le persecuzioni. Era l’unico modo per sopravvivere e propagarsi. Da questo presupposto qualche sacerdote, qualche scriba, e per la religione musulmana Maometto stesso, devono aver costruito il loro stigma per gli omosessuali. E’ una visione priva di umanità ed empatia, che contrasta nettamente con l’idea che dio ama le sue creature.

In tutte queste religioni create da uomini, non ho trovato un solo “Dio” che amasse le sue creature più di come può riuscire ad amarle una madre.

Ad ogni modo, queste visioni si sono poi estese, rovinando la vita di molte persone LGBTI+, togliendogliela pure. Ed in un certo senso la comunità scientifica si è resa complice fino al 1990. E’ una colpa di Stato (colpa politica) e Chiesa aver dovuto attendere così tanto. Ma d’altra parte le rivoluzioni più profonde avvengono piano. E l’importante è progredire.

Negli ultimi due decenni, molte cose sono cambiate per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender (per semplificare nomino i quattro gruppi più noti). Hanno dovuto aspettare: diritti politici per tutti i maschi, poi per tutte le donne, poi per tutte le razze. Oggi, però, si inizia a smuovere qualcosa anche per chi non è eterosessuale.

Tra molte resistenze, i gay possono sposarsi e adottare, e sono tutelati da leggi mirate contro i crimini di odio/omofobia. In alcuni stati, inoltre, possono anche accedere a fecondazione in vitro o maternità surrogata, com’è giusto che sia. Questo soprattutto in Europa e nelle Americhe.

Certo, in altre parti del mondo la fortuna è minore o non esiste. Eppure, se è vero che in questi giorni in Cecenia si parla di campi di concentramento per gay e in generale la situazione in Russia, Africa e Asia non è rosea (spesso è nera nera nera), penso che per il futuro si debba essere ottimisti. Perché la verità vince sempre alla fine e l’amore è la verità più grande. Prima o poi anche in questi stati lo si guarderà in faccia e lo si riconoscerà, nella totalità della sua dignità e legittimità. La cartina dei diritti LGBT, un tempo vuota, ora è piena di Stati in cui questi sono stati riconosciuti. Questi si diffondono, non si restringono. E proprio per questi motivi, laddove c’è, la repressione è più dura. Perché si ha paura (del nulla) e perché la povertà si sopporta meglio odiando qualcuno. Distraendosi.

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In blu scuro, gli stati che hanno legalizzato il matrimonio omosessuale, in blu più chiaro, gli stati che hanno legalizzato unioni civili o altre forme di convivenza (fonte: Wikipedia)

Qui potrei lanciare i miei “J’accuse!, ma preferisco concentrarmi sul positivo. Sul fatto che, nonostante odio ancora ci sia, la lotta all’omofobia dei risultati li sta dando. Solo negli ultimi due anni, i progressi sono stati fondamentali. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha legalizzato il matrimonio egualitario; l’Irlanda ha fatto la medesima cosa attraverso un referendum, che ha visto la maggioranza della popolazione favorevole. Ed anche Lussemburgo, Finlandia, Colombia e Bermuda si sono aggiunti. Per quanto riguarda le unioni civili, Cipro, Grecia e Italia adesso le riconoscono. Mentre stati come il Belize, Nauru, le Seychelles, il Mozambico hanno decriminalizzato l’omosessualità. Nelle corti poi, le coppie dello stesso sesso hanno visto riconosciuti i propri diritti a veder riconosciuto il proprio matrimonio contratto all’estero, oppure il proprio diritto alla genitorialità.

Insomma, combattere per le giuste cause prima o poi paga. Come diceva ObamaLoveWins“. Ed aveva ragione. Ed è per questo che oggi mi sono concentrato sui risultati positivi, non dimenticando le tante persone perseguitate, che ingiustamente soffrono. Ma i nostri risultati devono essere speranza per loro. E le loro disgrazie, invece, devono essere monito per noi: mai dare per scontato un diritto. Vigilare sempre! Coccoliamolo, tuteliamolo, pretendiamolo, se ce lo vogliono togliere.

– Giuseppe Circiello –

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2 pensieri riguardo “17 Maggio, Giornata Mondiale Contro l’Omofobia – Diritti Umani

  1. Standing ovation!
    Specialmente questaparte (imho):

    “Ma i nostri risultati devono essere speranza per loro. E le loro disgrazie, invece, devono essere monito per noi: mai dare per scontato un diritto. Vigilare sempre! Coccoliamolo, tuteliamolo, pretendiamolo, se ce lo vogliono togliere.”

    Perché è proprio così: dopo le battaglie per acquisire vengono gli sforzi per andare sempre avanti. Chapeau!!

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